Graduatorie Istituto, Coord. Naz TFA Trentino: sindacato contro riconoscimento 42 punti. Perché?

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comunicato Coordinamento Abilitati TFA del Trentino – Per i docenti precari della scuola si affaccia un appuntamento importante, ossia l’aggiornamento triennale delle graduatorie di istituto, dalle quali vengono conferiti gli incarichi di supplenza, anche annuali.

Ai fini di questo aggiornamento, la Provincia Autonoma di Trento in data 26 maggio aveva emanato un bando, in cui venivano anche stabiliti i punteggi da attribuire ai candidati, in base a vari criteri tra cui la tipologia di titolo abilitante. Ai docenti abilitati con TFA (Tirocinio Formativo Attivo) non veniva però riconosciuto il congruo punteggio ad essi attribuito in tutto il territorio nazionale, ossia ben 42 punti (di cui 12 per la durata annuale del percorso e 30 per la selettività dell’accesso al TFA, che era un percorso a numero programmato e con tirocinio valutato da un docente esperto). Insomma, veniva loro sottratto proprio il riconoscimento ministeriale del carattere concorsuale e selettivo che contraddistingue il TFA da altri titoli abilitanti.

A seguito anche delle giuste contestazioni da parte degli interessati, che si sono visti discriminare rispetto ai colleghi del resto d’Italia, venerdì 23 giugno la Giunta Provinciale ha quindi approvato una delibera con la quale si stabilisce di integrare la tabella di valutazione dei titoli dei docenti con quel congruo punteggio non ancora riconosciuto agli abilitati TFA.

Ciò ha scatenato la reazione di alcuni dei docenti che si sono abilitati con un percorso diverso dal TFA e che si sono rivolti ai sindacati Cgil, Cisl e Uil. I sindacati hanno allora prodotto un comunicato stampa con il quale esprimono un forte disaccordo rispetto alle decisioni assunte dalla Provincia venerdì.

Tuttavia, questa “levata di scudi” dei sindacati a favore di una sola categoria di docenti (non abilitati TFA) suscita grande sconcerto e perplessità nel Coordinamento abilitati TFA, i quali per bocca della prof.ssa Claudia Degasperi, denunciano la condotta iniqua e ambigua delle stesse sigle sindacali.

<<Cgil, Cisl e Uil non hanno infatti mosso un solo dito per difendere gli abilitati TFA allorquando la Provincia li aveva penalizzati, negando loro il punteggio riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione a livello nazionale. Se ora abbiamo ottenuto, seppur tardivamente, questo riconoscimento, è stato solo per le nostre insistenti richieste, nelle quali nessuno dei sindacati ci ha assistito. Adesso, invece, quegli stessi sindacati si sono attivati per difendere gli interessi di una sola parte (la più numerosa) dei loro iscritti, senza alcun rispetto per le nostre istanze. Proclamano di cercare “una soluzione di maggiore equità” nella valutazione dei titoli: in cosa consisterebbe questa “equità”? Come mai si mettono a cercarla solo adesso? Vogliamo delle risposte a queste domande, ma dubitiamo fortemente che i tre sindacati siano in grado di darle>>

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