Graduatorie interne di istituto in via di pubblicazione. Anief: attenti a come viene valutato il preruolo

di redazione
ipsef

item-thumbnail

Anief – È bene che i 700mila docenti di ruolo abbiano sempre gli occhi bene aperti: in classe, mentre fanno lezione, ma anche nell’interpretare le comunicazioni emesse dall’amministrazione centrale e dalla loro scuola. Come le graduatorie interne d’istituto, in via di pubblicazione proprio in questi giorni.

L’attenzione massima dovrà essere presentata al punteggio considerato dalla propria amministrazione scolastica per il servizio pre-ruolo: questo, infatti, va valutato per intero e non con il meccanismo della ricostruzione di carriera ovvero soltanto per i primi quattro anni e con la riduzione di un terzo degli anni successivi.

La valutazione corretta del punteggio di ogni insegnante è fondamentale: vedersi sottratti dei punti, in particolare quelli relativi agli anni di precariato, significa rischiare di vedersi dichiarato soprannumerario. Con tutte le implicazioni del caso, ovvero essere costretti a cambiare scuola, quindi a spostarsi di decine se non di centinaia di chilometri. Ma anche, in prospettiva, rischiare di transitare in ambito territoriale, perché il comma 73 della Legge 107/2015 (“Dall’anno scolastico 2016/2017 la mobilità territoriale e professionale del personale docente opera tra gli ambiti territoriali”) è stato sì aggirato dal contratto sulla mobilità, ma si tratta sempre di un accordo a termine. Mentre la norma-madre, la riforma della Buona Scuola, rimane in vita. Ed in tal caso, ci sarebbe poco da ridere: il docente “intrappolato” diventa precario di ruolo, poiché finendo negli ambiti territoriali è anche soggetto al giudizio triennale del capo d’istituto.

Anief si oppone a questo scenario, ritenendo illegittima la valutazione parziale del servizio pre-ruolo o prestato nella scuola paritaria. Lo hanno ribadito, nel corso degli ultimi anni, in modo inequivocabile, tantissime sentenze del giudice del lavoro su ricorsi presentati da Anief, tanto più dopo la sentenza delle Sezioni unite della Cassazione n. 22552/16. Pertanto, il contratto sottoscritto che regola questi aspetti della mobilità è illegittimo. E per questo motivo, il giovane sindacato ha predisposto apposito ricorso, al giudice del lavoro, in modo da far valere il servizio pre-ruolo per intero.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, “l’amministrazione, con la compiacenza dei sindacati firmatari delle regole vigenti sulla mobilità, si è creato un meccanismo che penalizza il docente che ha svolto un alto numero di anni di precariato, visto che gli viene considerato per intero solo il primo quadriennio. Il principio negato è lo stesso che riguarda i titoli conseguiti, anche questi non considerati alla stessa stregua. Il problema è che così facendo, l’Italia continua a violare una precisa direttiva UE, la n. 70/99, perpetrando le discriminazioni tra lavoratori che operano per la stessa amministrazione”.

Verifica tutti i ricorsi Anief sulla mobilità 2018: pagina in aggiornamento.

Versione stampabile
Argomenti:
anief
soloformazione