Graduatorie, inserimenti a pettine, 24 punti. Una questione complicata

di redazione
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La sentenza del Consiglio di Stato del 6 luglio 2011 ha determinato una querelle tra il Sen. della Lega Mario Pittoni e il sindacato ANIEF. Pubblichiamo i rispettivi comunicati stampa

La sentenza del Consiglio di Stato del 6 luglio 2011 ha determinato una querelle tra il Sen. della Lega Mario Pittoni e il sindacato ANIEF. Pubblichiamo i rispettivi comunicati stampa

Comunciato ANIEF
Infondate e fuorvianti le notizie sull’annullamento dei commissariamenti attivi sul pettine

Pubblicato il 12 Luglio 2011 alle 15:34

In merito alle affermazioni riportate, Anief ricorda come sono ancora attivi e non sono mai stati annullati i commissariamenti sul pettine che hanno disposto l’inserimento di oltre 3.000 ricorrenti nelle province di coda da cui potrebbe essere disposto un certo numero di immissioni in ruolo retrodatate.

E in verità entro fine settimana, comunque, saranno date disposizioni precise anche a coloro che non hanno un commissariamento attivo ma hanno maturato il diritto, ricorrendo con l’Anief al Tar Lazio e al PdR per reclamare l’immissione in ruolo per il biennio 2009-2011 alla luce del punteggio dichiarato all’atto del precedente aggiornamento.

Gli stessi anomali e inconsueti appelli di sindacalisti o politici al Presidente del Tar Lazio confermano quanto, dopo la bufala del maxi punteggio ai residenti, siano fuorvianti le (dis)informazioni fornite e come oggi si vorrebbe imporre un nuovo inutile tormentone estivo condito da parole in libertà.

Capiamo la difficoltà di chi ha perso una battaglia politico-sindacale dove o aveva scommesso tutto il proprio successo o aveva fatto investire ingenti risorse, e deve ora rispondere ai colleghi che ha illuso o millantato ma, almeno, consigliamo di avere l’accortezza di lascare liberi i tribunali di decidere nelle forme previste dalla Costituzione. Anche noi, attendiamo da mesi altre sentenze definitive sul salva-precari, ad esempio, ma non gridiamo né al complotto né allo scandalo. Certo, sarebbe anche il momento di finirla di discutere la questione coda-pettine dopo la sentenza della Consulta, ma ognuno è libero di parlare e straparlare quanto vuole, anche vanamente, per fortuna.

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Replica del Sen. Pittoni
Pittoni, ecco come l’ordinanza del Consiglio di Stato interviene sulla questione graduatorie

«Per l’Anief “non vi è stato alcun recente provvedimento del Consiglio di Stato in tema di inserimento a pettine”? Mi pare che l’ordinanza del CdS depositata il 06/07/2011, che riporta decisioni della camera di consiglio riunita a Roma il 5 luglio 2011, intervenga eccome sulla questione». Il senatore Mario Pittoni, capogruppo della Lega Nord in commissione Istruzione del Senato, replica all’Anief, ricordando che nell’occasione «il CdS doveva pronunciarsi sull’appello proposto da un gruppo di docenti destinati a essere scavalcati da loro colleghi (che secondo il Tar Lazio avrebbero dovuto essere collocati a pettine, cioè in base al punteggio). Risultato: revoca sia dell’ordinanza del Tar con la quale era stata disposta tale misura (la n. 3086 del 3 luglio 2009), sia della successiva ordinanza con la quale era stato nominato il Commissario ad Acta per la concreta attuazione del predetto spostamento (la n. 645 del 5 febbraio 2010). Nella sostanza, un no secco allo scavalcamento di insegnanti precari su altri insegnanti precari a colpi di ordinanze. Considerato che il Consiglio di Stato ha motivato l’accoglimento dell’appello sottolineando da un lato il pregiudizio derivante ai “docenti scavalcati” dalla misura cautelare disposta dal Tar e dall’altro la necessità di garantire alle parti parità di trattamento sino alla definizione del giudizio, risulta evidente che la vicenda è ben lontana dal potersi considerare conclusa come pretenderebbe l’Anief.

Al contrario l’ordinanza costituisce un precedente importante almeno per due cose: a) l’Anief ha sempre sostenuto che ciascun docente ha diritto a spostarsi da una graduatoria all’altra di diverse classi di concorso, portandosi i 24 punti aggiuntivi sul presupposto che la legge attribuisce ai docenti il diritto di spostarsi sia fra graduatorie della stessa classe di concorso sia fra graduatorie di diverse classi di concorso, poiché consente sempre e comunque di spostarsi con inserimento secondo punteggio.

La circostanza che invece non ci si può spostare dalla graduatoria di una classe di concorso ad un’altra venendo inseriti con l’intero punteggio posseduto, è già indicativa del fatto che nessuna norma di legge ha mai previsto il diritto dei docenti di spostarsi con inserimento a pettine; b) assume poi grande importanza l’affermazione del Consiglio di Stato secondo la quale nella pendenza dei giudizi innanzi al Tar è certamente maggiore il pregiudizio sofferto da coloro che per effetto dell’inserimento a pettine sono destinati ad essere scavalcati, rispetto al pregiudizio sofferto da coloro che chiedono di essere inseriti a pettine, e per questo motivo ha ritenuto che le graduatorie non devono subire modifiche fin quando il Tar non si sarà pronunciato con sentenza. Siffatta affermazione dimostra che anche nel caso in cui i ricorsi miravano a contestare l’inserimento in coda di coloro che avevano chiesto di essere inseriti in altra graduatoria provinciale relativa alla medesima classe di concorso, in attesa del giudizio di merito non avrebbe dovuto essere disposta alcuna modifica delle graduatorie.

Anzi – conclude Pittoni – in relazione a tale ipotesi il principio è ancor più valido visto che nel primo caso (trasferimento da una graduatoria all’altra di diversa classe di concorso) il singolo è stato definitivamente depennato dalla graduatoria di appartenenza mentre nel secondo caso (trasferimento da una graduatoria provinciale all’altra della medesima classe di concorso) il singolo ha ottenuto l’inserimento in una o in altre (fino a tre) graduatorie continuando a essere inserito a pettine nella graduatoria di appartenenza».

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