Graduatorie: il Senato congela le graduatorie per un anno

di Lalla
ipsef

ANIEF – In votazione oggi il maxi-emendamento del Governo al mille-proroghe. Si inseriranno a pettine i soli ricorrenti grazie all’ordinanza della corte costituzionale. Pronto l’intervento del Commissario ad acta. Anief, comunque, invita gli onorevoli deputati a cambiare il nuovo testo perché incostituzionale. Graduatorie in pensione dal 2012.

ANIEF – In votazione oggi il maxi-emendamento del Governo al mille-proroghe. Si inseriranno a pettine i soli ricorrenti grazie all’ordinanza della corte costituzionale. Pronto l’intervento del Commissario ad acta. Anief, comunque, invita gli onorevoli deputati a cambiare il nuovo testo perché incostituzionale. Graduatorie in pensione dal 2012.

L’emendamento voluto dalla Lega nord e condiviso dal Governo congela le graduatorie per evitare lo spostamento a pettine di tutti i docenti inseriti nella terza fascia delle graduatorie ex-permanenti, all’atto del naturale aggiornamento previsto in primavera. La norma consente l’inserimento a pettine, secondo il proprio punteggio, ai soli docenti che hanno promosso un ricorso al tribunale amministrativo, al presidente della repubblica, al giudice del lavoro. Almeno 15.000 di essi sono dell’Anief che così si conferma come il sindacato vincente nelle aule dei tribunali e parlamentari, il solo che tutela gli interessi della categoria.

Nel frattempo, nel primo incontro interlocutorio con le OO. SS. – la cui rappresentatività è stata prorogata per legge come per le graduatorie, contrariamente al recente parere del Consiglio di Stato -, il Miur, in attesa delle decisioni parlamentari, sembra orientato a salvaguardare sia i diritti individuali dei ricorrenti operando una ricognizione di quanti vantano una mancata nomina annuale, un’immissione in ruolo e un equo indennizzo, sia le nomine già effettuate. A tal proposito l’Anief invierà un elenco aggiornato dei ricorrenti iscritti alla nostra organizzazione sindacale, ancora interessati al contenzioso in oggetto, a fine mese, comunicando i nominativi anche al commissario ad acta. E’ evidente che laddove il Mef taglia posti di lavoro, l’Anief li ripristina con nomine in surroga, grazie proprio ai ricorsi.

Sebbene questa nuova norma renda merito ai ricorsi promossi dall’associazione professionale e sindacale – dichiara Marcello Pacifico, presidente dell’Anief -, tuttavia, riteniamo che debba essere ancora modificata durante la discussione nell’altro ramo del Parlamento, perché contraria alla nostra Costituzione in quanto discrimina i docenti che sono inseriti nella stessa fascia (art. 3), impedisce la libera circolazione di tutti gli altri docenti non ricorrenti nella ricerca di un posto di lavoro (art. 16), annulla la parità di accesso agli uffici pubblici e l’assunzione per merito (art. 51, 97).

Inoltre, nel violare la legislazione vigente improntata all’aggiornamento biennale dei punteggi e al trasferimento da una provincia all’altra, introduce un ulteriore pericoloso elemento che lega la fine delle attuali graduatorie non al loro naturale esaurimento quanto all’approvazione di un nuovo sistema di reclutamento – sostitutivo di quello attuale – che, dalle prime indiscrezioni, violerebbe proprio gli articoli richiamati. Pertanto, non possiamo che essere contrari alla mortificazione dei diritti acquisiti dai docenti precari. Dopo tutti gli esami di stato superati, gli anni di servizio espletati, i titoli acquisiti, si meritano la stabilizzazione senza nuove valutazioni dal sapore politico, lontane dalla tutela dell’imparzialità della pubblica amministrazione.

Non siamo affezionati alle code o ai pettini, ai terroni o ai padani ma alla qualità della didattica e del servizio scolastico offerto alle nostre famiglie. La costituzione è il nostro faro, dalla cui luce traggono vigore la legge e la giustizia.

Il maxi-emendamento n. 1.900 del Governo

Il comma 4-sexties che proroga le graduatorie e salva gli effetti dell’ordinanza della corte costituzionale
«4-sexies. Il termine di efficacia delle graduatorie provinciali previste dall’articolo 1, comma 605, lettera c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, risultanti dalle operazioni di integrazione e aggiornamento previste dal decreto legge 7 aprile 2004, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 giugno 2004, n. 143, è prorogato fino al 31 agosto 2012, al fine di consentire la definizione della nuova disciplina legislativa del reclutamento. Sono fatti salvi gli adempimenti conseguenti alla sentenza della Corte costituzionale che dichiara l’illegittimità costituzionale dell’articolo 1, comma 4-ter, del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 134, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2009, n.167. A decorrere dall’anno scolastico 2011/2012 l’inserimento nella prima fascia delle graduatorie di istituto, previsto dall’articolo 4 della legge 3 maggio 1999, n. 124, è consentito esclusivamente a coloro che sono inseriti nelle graduatorie ad esaurimento della provincia in cui ha sede l’istituzione scolastica richiesta.».

La dichiarazione del sen. Pittoni (Lega) autore dell’emendamento recepito dal Governo

Legislatura 16º – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 502 del 15/02/2011

PITTONI (LNP). Signora Presidente, signori rappresentanti del Governo, colleghi senatori, un nostro emendamento al decreto in discussione chiede di mantenere le attuali graduatorie provinciali degli insegnanti precari fino al 31 agosto 2012.

Vorrei ricordare al senatore Lusi, intervenuto ieri, che queste graduatorie sono state chiuse non su indicazione di quei «brutti, sporchi e cattivi» della Lega – che secondo Lusi vogliono togliere il diritto di poter lavorare in ogni luogo del Paese – bensì per una scelta precisa di Giuseppe Fioroni, ministro dell’istruzione nell’ultimo Governo Prodi e collega di partito del senatore Lusi, il quale, trasformando le graduatorie permanenti in graduatorie ad esaurimento, intendeva preparare il terreno alla riforma del reclutamento.

La nostra richiesta, da realizzarsi ovviamente «fatti salvi gli adempimenti conseguenti alla declaratoria di illegittimità costituzionale dell’articolo 1, comma 4-ter del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 134, convertito con modificazioni dalla legge 24 novembre 2009, n. 167», ha le stesse motivazioni. Non sappiamo ancora quanti insegnanti grazie all’ultima sentenza della Consulta, potranno inserirsi "a scavalco" nelle graduatorie. È certo però che diversi docenti, non solo del Centro-Nord, che negli ultimi anni, pur precari, hanno lavorato in maniera continuativa, perderanno il posto (cosa che a una parte della sinistra pare proprio non interessare). Questo in conseguenza di punteggi abnormi (a volte più che doppi, e non capiamo come mai a chi straparla di merito non venga qualche dubbio su certi numeri, che danneggiano prima di tutto le persone serie del Sud) maturati in alcune aree del Paese da molti di coloro ai quali è stato consentito di iscriversi come riserva nelle graduatorie di altre Province.
Ora viene imposto che questi docenti si possano riposizionare su una graduatoria diversa da quella originaria, inserendosi a pettine, cioè in base al punteggio, stravolgendo le liste e facendo saltare quello che chi era già presente in graduatoria considerava ormai un diritto acquisito. Un diritto reale, stando alle parole di Fioroni nel 2007, ma che rischiava di svanire del tutto senza l’intervento dell’emendamento che abbiamo inserito nel provvedimento in discussione che limita le conseguenze della sentenza della Consulta a coloro che hanno presentato ricorso.

Ora, se davvero, come dice la Corte costituzionale, si vuole valorizzare il merito, va riformato con la massima urgenza il meccanismo di reclutamento degli insegnanti. Abbiamo già consegnato al ministro Gelmini una proposta articolata, sulla quale le principali forze sindacali, CGIL esclusa, hanno manifestato disponibilità.

Proponiamo un meccanismo su base regionale, ma non ci sono fili spinati. Il progetto, che non ha nulla di discriminatorio nei confronti di nessuno, come invece vorrebbe dare ad intendere qualcuno, è in linea con la Costituzione, la legge nazionale e la normativa europea.

Per assegnare il punteggio di base ai candidati non si farà più riferimento, se non in misura ridotta, alla valutazione acquisita sul proprio territorio. Si dovrà scegliere una e una sola Regione nella quale eleggere il proprio domicilio professionale e sottoporsi a quello che abbiamo chiamato test di preparazione con cui si verificherà la attitudine all’insegnamento e l’effettivo livello di preparazione dei candidati nelle singole materie. Il tutto – questo è il punto fondamentale – nella Regione di arrivo, a parità di condizioni con i candidati del posto. Chi è stato valutato in maniera troppo generosa in altre realtà, non potrà più scavalcare chi effettivamente merita, sia che venga dal Nord, sia che venga dal Centro, sia che venga dal Sud. (Applausi dal Gruppo LNP. Congratulazioni).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Casson. Ne ha facoltà.

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