Graduatorie GPS, segreterie devono controllare il punteggio per Attività di ricerca scientifica e Assegni di ricerca

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Il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato un’ulteriore Nota, in data 11-09-2020, con oggetto: “Chiarimenti in merito all’O.M. n. 60 riguardo le attività di convalida delle Graduatorie provinciali per le supplenze e la produzione delle Graduatorie di istituto”.

Gli ambiti territoriali provinciali, le delegate scuole polo alla gestione delle GPS e gli istituti scolastici di prima supplenza da G.I., dovranno verificare le dichiarazioni presentate riguardanti gli Assegni di ricerca

Assegno di ricerca: cos’è, come ottenerlo e da chi viene rilasciato

Le università, le istituzioni e gli enti pubblici di ricerca e sperimentazione, nell’ambito delle relative disponibilità di bilancio, possono conferire assegni per lo svolgimento di attività di ricerca.

L’assegno di ricerca é una collaborazione stabilita tra l’Università e il dottore, aspirante assegnista. La sua durata è compresa tra 1 e 3 anni. Durante questo intervallo, l’assegnista esegue un lavoro di ricerca sulle tematiche prescritte dall’università, seguendo le indicazioni del responsabile, ma salvaguardando un certo grado di autonomia.

L’assegno di ricerca viene attribuito mediante selezione pubblica/bando, generalmente per titoli e colloquio, e per il singolo “assegno”.

I bandi, resi pubblici dagli atenei, enti o istituzioni, del Ministero e dell’Unione europea, contengono informazioni dettagliate sulle specifiche funzioni, sui diritti e i doveri relativi alla posizione e sul trattamento economico e previdenziale spettante

Differenza tra dottorato e assegno di ricerca

Entrambi svolgono attività di ricerca: il dottorato dura tre anni mentre l’assegno ha un tempo differente, come specificato sopra. Da un punto di vista lavorativo, il dottorando è ancora considerato uno studente al terzo livello di formazione dopo la triennale, specialistica o ciclo unico/magistrale; da sottolineare che il profilo giuridico è però in costante evoluzione; un assegnista, invece, non è più in formazione ma è un lavoratore. Sono infatti previsti due differenti contratti per le altrettante figure.

Ricordiamo che la tabella dei titoli valutabili per le GPS attribuisce 12 punti anche al dottorato di ricerca.

Le tabelle di valutazione dei titoli allegate all’OM n. 60/2020 riportano come titolo valutabile “Attività di ricerca scientifica sulla base di assegni ai sensi dell’articolo 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997 n. 449, ovvero dell’articolo 1, comma 14, della legge 4 novembre 2005 n. 230, ovvero dell’articolo 22 della legge 30 dicembre 2010, n. 240, per ciascun titolo punti 12”

FAQ ministero, assegni di ricerca: 12 punti per ogni bando vinto a prescindere dalla durata temporale

Il Ministero dell’istruzione ha dedicato, nelle FAQ sulle GPS, una specifica domanda e risposta sulla questione degli assegni di ricerca venendo incontro alle diverse interpretazioni degli interessati. Così chiarisce:

“Nel punteggio per i titoli accademici e scientifici (sezione B.9), si valutano 12 punti per ciascun titolo. Un utente ha svolto 5 anni di ricerca scientifica con assegno di ricerca, un assegno per ogni anno. Come sarà valutata l’attività? 12 punti per ciascun anno?

L’attività è valutata rispetto al bando, non alla durata. Se il candidato ha vinto cinque bandi distinti, saranno valutati 12 punti per ciascuno. Se ha vinto un bando con durata pluriennale, il titolo è valutato 12 punti.”

Il Ministero risponde affermativamente anche alla valutazione, in questo punto, dell’attività di ricerca svolta presso Università estere.

La Nota ministeriale datata 11-09-2020 contenente le condizioni di validità delle attività di ricerca scientifica e gli assegni di ricerca

[…] “relativamente all’assegno di ricerca si raccomanda di verificare le dichiarazioni. Sono valutabili solo le tipologie previste dalla tabella A, e dunque:

“Attività di ricerca scientifica sulla base di assegni ai sensi dell’articolo 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, ovvero dell’articolo 1, comma 14, della legge 4 novembre 2005, n. 230, ovvero dell’articolo 22 della legge 30 dicembre 2010, n. 240” ed è valutabile, come previsto dall’OM e come più volte precisato, il singolo bando vinto, non le annualità di durata o il numero dei singoli assegni”.

La normativa nel dettaglio

Legge n. 449/1997 [Art. 51 comma 6]

“Le università, gli osservatori astronomici, astrofisici e vesuviano, gli enti pubblici e le istituzioni di ricerca di cui all’articolo 8 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 dicembre 1993, n. 593, e successive modificazioni e integrazioni, l’ENEA e l’ASI, nell’ambito delle disponibilità di bilancio, assicurando, con proprie disposizioni, idonee procedure di valutazione comparativa e la pubblicità degli atti, possono conferire assegni per la collaborazione ad attività di ricerca […]”.

Legge n. 230/2005 [Art. 1 comma 14]

“Per svolgere attività di ricerca e di didattica integrativa le università, previo espletamento di procedure disciplinate con propri regolamenti che assicurino la valutazione comparativa dei candidati e la pubblicità degli atti, possono instaurare rapporti di lavoro subordinato tramite la stipula di contratti di diritto privato a tempo determinato con soggetti in possesso del titolo di dottore di ricerca o equivalente, conseguito in Italia o all’estero, o, per le facoltà di medicina e chirurgia, del diploma di scuola di specializzazione, ovvero con possessori di laurea specialistica e magistrale o altri studiosi, che abbiano comunque una elevata qualificazione scientifica, valutata secondo procedure stabilite dalle università[…]”.

Legge n. 240/2010 [Art. 22]

“Le università, le istituzioni e gli enti pubblici di ricerca e sperimentazione, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) e l’Agenzia spaziale italiana (ASI), nonche’ le istituzioni il cui diploma di perfezionamento scientifico e’ stato riconosciuto equipollente al titolo di dottore di ricerca ai sensi dell’articolo 74, quarto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, nell’ambito delle relative disponibilità di bilancio, possono conferire assegni per lo svolgimento di attività di ricerca […]”

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