Graduatorie GPS, il Corso di formazione quadriennale in psicoterapia non dà punteggio. Le motivazioni

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A supporto delle segreterie scolastiche che in questi giorni stanno valutano i titoli presentati dai docenti nelle GPS, una precisazione dell’Ufficio Scolastico di Como sul Corso di di formazione quadriennale in psicoterapia.

Il controllo del punteggio

I dirigenti scolastici delle sedi di destinazione, in occasione della stipula del contatto di lavoro, dovranno tempestivamente adempiere ai controlli previsti dall’OM n. 112/2022 come altresì menzionato nell’art. 2 della citata nota MI 28597 del 29/07/2022.

Supplenze docenti 2022, dopo la nomina ancora controllo del punteggio: a chi spetta. Convalida, rettifica o esclusione dalla graduatoria

Ecco le motivazioni indicate nella circolare dell’Ufficio Scolastico di Como

“RITENUTO, poi, di dover ribadire quanto già statuito nel precedente biennio e condiviso dall’USR Lombardia, ossia il non riconoscimento dei 2 punti previsti dalle tabelle di valutazione in caso di “Diploma di specializzazione universitario di durata pluriennale, non altrimenti valutato” ove si tratti di Corso di formazione quadriennale in psicoterapia per i seguenti motivi:

a) perché non si tratta di diplomi di specializzazione universitari, in quanto i corsi vengono tenuti da soggetti diversi dalle Università;

b) perché in base al DM 11 dicembre 1998, n. 509, il riconoscimento del MIUR non è allo scopo dell’attribuzione di punteggio nelle graduatorie per l’insegnamento, bensì al fine dell’attivazione di corsi di specializzazione in psicoterapia con lo scopo di impartire agli allievi una formazione professionale idonea allo svolgimento dell’attività psicoterapeutica e di legittimarne l’esercizio;

c) perché l’equipollenza alla specializzazione universitaria per i pubblici concorsi, sempre invocata in questi casi, è priva di fondamento in quanto riguarda solo quelli a posti di psicologo e psicoterapeuta in aziende del Servizio sanitario nazionale, come si  evince chiaramente non solo dalla normativa di riferimento, ma soprattutto dall’interpretazione che ne è stata data dalla giurisprudenza. L’articolo 2, comma 3, della legge 29 dicembre 2000, n. 401, recita infatti che “il titolo di specializzazione in psicoterapia, riconosciuto, ai sensi degli articoli 3 e 35 della legge 18 febbraio 1989, n. 56, come equipollente al diploma rilasciato dalle  corrispondenti scuole di specializzazione universitaria, deve intendersi valido anche ai fini dell’inquadramento nei posti organici di psicologo per la disciplina di psicologia e di medico o psicologo per la disciplina di psicoterapia, fermi restando gli altri requisiti previsti per i due profili professionali”.

Ebbene, già ai soli fini dei concorsi per i posti di dirigente psicologo nel Servizio sanitario nazionale, i TAR e il Consiglio di Stato hanno escluso la possibilità di partecipare alle procedure selettive in mancanza della specializzazione universitaria, con ciò chiarendo che, anche a questi più ristretti fini, una piena equipollenza non c’è mai stata, operando la stessa sono nei limiti stabiliti dal legislatore. Dato quindi che l’equipollenza era prevista “ai fini dell’inquadramento nei posti organici”, ne derivava che, essendo la norma di natura eccezionale, non era suscettibile di applicazione analogica ad altre fattispecie. Tanto è vero che sul punto è dovuto intervenire il legislatore con l’articolo 24-sexies del decreto legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, con la legge 28 febbraio 2008, n. 31, rubricato “Equiparazione di titoli ai fini dell’accesso ai concorsi presso il Servizio sanitario nazionale e vigilanza sull’Ordine
nazionale degli psicologi, il quale stabilisce che “i titoli di specializzazione rilasciati ai sensi dell’articolo 3 della legge 18 febbraio 1989, n. 56, e il riconoscimento di cui al comma 1 dell’articolo 35 della medesima legge, e successive modificazioni, sono validi quale requisito per l’ammissione ai concorsi per i posti organici presso il Servizio sanitario nazionale, di cui all’articolo 2, comma 3, della legge 29 dicembre 2000, n. 401, e successive modificazioni, fermi restando gli altri requisiti previsti”.

Il legislatore, dunque, interviene proprio per permettere un qualcosa, la partecipazione ai concorsi, che in mancanza di una norma ad hoc non sarebbe stata possibile, perché l’equipollenza c’è solo se lo dice la legge e limitatamente ai casi in essa contemplati, senza possibilità di applicazioni analogiche;

d) perché, infine, la richiesta di un’equipollenza ai fini dei punteggi nelle graduatorie della scuola non solo è infondata, ma sarebbe anche lesiva della parità di trattamento, perché nessun altro titolo rilasciato da scuola di specializzazione privata a fini di formazione professionale viene reputato come equipollente ai diplomi di specializzazione universitaria, quand’anche questa equiparazione vi sia ad altri fini;”

La consulenza

È possibile richiedere consulenza all’indirizzo [email protected] (non è assicurata risposta individuale ma la trattazione di tematiche generali)

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