Graduatorie esaurimento ed istituto, concorso 2014, carriera docenti: parla Elena Centemero, Responsabile Scuola di Forza Italia

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ipsef

di Eleonora Fortunato – Concorsi biennali per reti di scuole e su posti esistenti. Graduatorie aperte, di rete e senza fasce. Docenti segnalati dalle Università. Prosegue con l’On. Elena Centemero, Coordinatore Nazionale Scuola Università e Ricerca di Forza Italia e membro della VII Commissione Cultura il confronto di Orizzonte Scuola con le principali forze politiche in tema istruzione. E visto che le costituenti sono di moda, attraverso il nostro giornale ne lancia una anche lei…

di Eleonora Fortunato – Concorsi biennali per reti di scuole e su posti esistenti. Graduatorie aperte, di rete e senza fasce. Docenti segnalati dalle Università. Prosegue con l’On. Elena Centemero, Coordinatore Nazionale Scuola Università e Ricerca di Forza Italia e membro della VII Commissione Cultura il confronto di Orizzonte Scuola con le principali forze politiche in tema istruzione. E visto che le costituenti sono di moda, attraverso il nostro giornale ne lancia una anche lei…

Innanzitutto un commento sull’amara vicenda dei 150 euro, che pure dal punto di vista mediatico è stato un vero e proprio pastiche…

Un sintomo dello stato confusionale in cui si trova il Governo Letta. Un governo e una Ministra che dicono di voler investire sugli insegnanti e poi non si accorgono di 150 euro lordi mensili sottratti dagli stipendi dei docenti. In più, ora non è chiaro quale sarà la copertura finanziaria. E’ prevedibile che vengano utilizzate le risorse del Fondo d’Istituto e del miglioramento dell’Offerta Formativa… un “vero” investimento nella nostra scuola! Non sono più credibili. Noi abbiamo proposto di considerare questi come scatti del 2012 per cui è ormai in fase di definizione all’ARAN la direttiva, e poi affrontare il nodo degli scatti 2013… magari usando i risparmi derivanti dal taglio alla spesa pubblica! Un bel segnale.

Se si parla di scatti non si può che ricollegarli alla carriera dei docenti: immaginiamo che lei sia favorevole all’abolizione del principio di anzianità in favore di un ragionamento più meritocratico, ma come si quantifica e come si accerta questo merito?

Da sempre Forza Italia ha sostenuto la necessità di riconoscere il merito di tanti docenti, bravi e preparati, che insegnano nelle nostre scuole. E da sempre abbiamo proposto un riconoscimento della professionalità dei docenti, anche attraverso una progressione di carriera che preveda figure differenziate, anche a seconda delle dei diversi bisogni. Da un vero staff di Presidenza a docenti con funzione di tutor, da docenti responsabili della didattica a docenti esperti nella mediazione culturale. La nostra idea è far prevalere la qualità e il merito sulla quantità. Ma questo non lo diciamo da ora…

Come andrebbe strutturata la carriera dei docenti? Lei è favorevole alla creazione di quadri intermedi?

Sì, sono favorevole da sempre, da quando insegnavo latino e greco in un liceo, alla creazione di quadri intermedi così come di esperti di didattica e di organizzazione e valutazione e di qualità. E in quest’ottica le figure strumentali sparirebbero per lasciare il posto a nuove professionalità, che la scuola ha al suo interno o che si possono formare.

Quali sono le proposte concrete della sua parte politica per portare un rinnovamento effettivo nella scuola italiana? Su quali piani andrebbe fatto (età dei docenti, didattica…)? Con quali risorse?

Un piccolo grande passo sarebbe quello di realizzare l’autonomia delle scuole. Per questo abbiamo bisogno di strumenti: riforma della governance e degli organi collegiali, riforma del reclutamento, valutazione.

Scuole autonome dallo Stato e in concorrenza tra loro: le piace l’idea lanciata da Andrea Ichino in Liberiamo la scuola?

Sì, mi piace l’idea che i soldi con cui vengono finanziate le scuole, penso al MOF ad esempio, “seguano” gli studenti e poi, a seconda della scuola scelta e frequentata, vengano assegnati alle scuole. In Inghilterra ha funzionato, anche perché liberamente scelto dalle scuole. É ciò di cui abbiamo fatto in parte esperienza in Lombardia con la dote scuola. A me però piacerebbe che in questo sistema rientrassero a pieno tutte le scuole: statali e paritarie.

Come pensa che dovrebbe avvenire il reclutamento delle nuove leve di insegnanti?

Concorsi biennali per reti di scuole e su posti esistenti. Cento posti, cento vincitori senza ulteriori graduatorie. Non si può più sostenere il sistema delle graduatorie che genera speranze ed aspettative infinite. E, soprattutto, che tagliano fuori dall’insegnamento  i giovani, una forza di cui la scuola ha molto bisogno per innovarsi e rinnovarsi.

I concorsi per reti di scuole piacciono anche al responsabile Scuola del PD…

Veramente sono anni che Forza Italia parla di reti di scuole e di concorsi su reti….mi fa piacere che alla fine anche il PD sia arrivato a questa posizione! Meglio tardi che mai… Noi siamo pronti per rendere operative le proposte!

Orizzonte Scuola ha appena lanciato una costituente per ‘le graduatorie di istituto come le vorrei’. Lei come le vorrebbe?

Aperte, di rete e senza fasce. Mi piacerebbe che i docenti fossero segnalati dalle Università alle scuole, che i Dirigenti in rete potessero scegliere i docenti per le supplenze. Mi piace l’idea che chi ha svolto un periodo consistente di tirocinio in una scuola possa poi insegnarvi. Sarebbe uno stimolo, un valore aggiunto. È un sogno e spesso mi chiedo se in Italia sia possibile.

Che ci dice, invece, della costituente lanciata dal ministro Carrozza?

È di moda fare costituenti. Ma sono favorevole al massimo coinvolgimento e all’ascolto di chi opera ogni giorno, con grande passione e sacrificio, nella scuola. Ci sono tante idee che possono essere valorizzate, conosciute, diffuse, diventare progetti pilota. Esperienze da far conoscere. A proposito mi piacerebbe che tutte le scuole, i dirigenti, i docenti, il personale, si confrontassero con noi e ci mandassero, attraverso il mio sito internet, le loro proposte per una buona scuola.

Cosa ne pensa di questo nuovo concorso?

Sono favorevole ai concorsi. E’ un’indicazione costituzionale. Però vanno ripensati modalità, tempi e organizzazione.

Permettere l’iscrizione in III fascia delle GI ai laureati aumenterà ancora il precariato e l’aspettativa di nuovi PAS secondo Lei?

Penso che chi insegna debba essere abilitato e che non si possano più permettere scelte come quelle dei PAS che noi non abbiamo sostenuto. I sistemi non si cambiano e il precariato non si sconfigge perpetrando vecchie regole, ma con nuove regole. L’accesso all’insegnamento va programmato fin dalle scelte universitarie con percorsi biennali di laurea specialistica per l’insegnamento e un buon numero di crediti in tirocini o con l’apprendistato d’alta formazione. Poi un esame conclusivo per l’abilitazione alla professione e un albo professionale. Questo darebbe dignità agli insegnati e aprirebbe prospettive reali. I giovani e le persone non vanno più illusi.

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