Graduatorie di istituto: si potranno scegliere tutte le scuole della provincia. Le conseguenze

Trasformare le graduatorie di istituto dei docenti in provinciali: lo prevede un emendamento al Decreto Scuola, che da oggi sarà esaminato alla Camera. 

Aggiornamento e riapertura graduatorie di istituto

Un altro emendamento, importante anche per quello di cui stiamo parlando, è quello che riapre la graduatoria di III fascia ai nuovi inserimenti.

Confermato quindi l’aggiornamento di titoli e servizi per chi è già inserito, confermata la possibilità di iscrizione in II fascia con l’abilitazione, il docente solo in possesso di laurea (o diploma) + i 24 CFU in discipline pedagogiche e metodologie didattiche potrà iscriversi in III fascia. Graduatorie istituto terza fascia, servono 24 CFU per laureati e diplomati che si inseriscono per la prima volta nel 2020

Graduatorie di istituto: quante scuole si possono scegliere

Ad oggi è stato possibile inserire sino a 20 scuole con il limite di 10 per la scuola dell’infanzia e primaria, di cui massimo due circoli didattici (gli istituti comprensivi si considerano entro il limite di 10).

L’emendamento dunque trasforma le graduatorie di istituto in “provinciali”. Non bisognerà più scegliere tot scuole, ma si parteciperà alle supplenze da conferire in tutti gli istituti della città. La convocazione avverrà dopo il conferimento delle supplenze da GaE.

L’emendamento riguarda le supplenze: al 31 agosto e 30 giugno

Per le supplenze brevi rimane il limite di tot scuole da scegliere, che dovrebbe essere 20.

Non è specificato come poter armonizzare la normativa, dato che le graduatorie di istituto di II e III fascia si aggiorneranno nel 2020, mentre la prima fascia è stata aggiornata lo scorso anno per il prossimo triennio.

Le conseguenze

In questo modo – spiega il Sottosegretario Azzolina, che si dice particolarmente soddisfatta dell’approvazione dell’emendamento  – non potrà più accadere che un docente con punteggio alto non lavori perché la supplenza si determina in quella scuola che lui non ha scelto e che viene affidata ad un docente con punteggio più basso

Inoltre le segreterie scolastiche saranno alleggerite dall’incombenza relativa al modello B, nonché dalle MAD inviate dai docenti della stessa provincia.

Di parere contrario il Sen. Pittoni responsabile scuola Lega e Presidente della VII Commissione Istruzione, che sottolinea come un sistema del genere costringerà molte scuole a interpelli chilometrici per coprire un solo posto, bloccando il meccanismo delle chiamate per la copertura delle supplenze.

Un sistema del genere nelle grandi realtà metropolitane – afferma Pittoni –  dove il numero di interpelli giornalieri supera facilmente il centinaio, richiede un’efficienza del sistema informativo (che deve aggiornare sull’occupabilità in tempo reale) ancora lontana e un funzionamento altrettanto esemplare degli uffici amministrativi spesso invece sottodimensionati, privi di risorse adeguate e a volte pure senza direttore dei servizi.

Più ruoli meno supplenze

Va detto che la modifica del sistema dovrebbe accompagnarsi ad una sensibile diminuzione delle supplenze, in conseguenza dell’aumento dei contratti a tempo determinato.

Dovrebbero infatti scomparire almeno le supplenze al 31 agosto, grazie all’introduzione della call veloce, se funzionerà.

Infine, se saranno ascoltate le richieste dei sindacati, progressivamente i posti di fatto, cioè le supplenze al 30 giugno, dovrebbero diventare posti in organico di diritto, e dunque per buona parte attribuibili ai ruoli.

Rivedere il meccanismo delle sanzioni

La modifica probabilmente dovrà essere affiancata da quella relativa al meccanismo delle sanzioni per la mancata accettazione di una supplenza, al momento disciplinata da un regolamento che risale al 2007 e non più rispondente in molte parti alle esigenze delle scuole.

N.B. Il testo sarà presentato oggi in Aula alla Camera e votato a partire da domani 26.

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