Graduatorie di istituto, apertura della ministra per aggiornarle. Anief: sta prevalendo nostra linea

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Anief – L’azione incessante del giovane sindacato sulla necessità di aggiornare le graduatorie sta producendo i primi effetti.

La ministra dell’istruzione Lucia Azzolina ha spiegato che al contrario di quanto riportato nel Decreto Legge n. 22 sulla Scuola per affrontare l’emergenza Coronavirus, nel quale è stato previsto che le graduatorie di istituto per motivi tecnici non possono essere aggiornate, c’è una strada “per evitare di riversare centinaia di migliaia di lavoratori nelle scuole per presentare ed elaborare le domande”: quella “di accelerare sulla provincializzazione delle graduatorie, digitalizzando il sistema”.

Marcello Pacifico (Anief): “Siamo felici per l’apertura della ministra Lucia Azzolina e del M5S sulle graduatorie di istituto. Come Anief, non possiamo che essere d’accordo: abbiamo chiesto, anche con una petizione ad hoc, l’avvio di tutte le procedure rapidi possibili per potere andare ad aggiornare e trasformare le graduatorie delle scuole in provinciali, così da potere sottoscrivere i contratti di supplenza già entro fine agosto e non il 15 settembre individuato dal decreto. Il passaggio successivo, anche questo secondo noi inevitabile per contrastare la supplentite che nella prossima estate assumerà proporzioni gigantesche, è quello di utilizzare quelle stesse graduatorie d’istituto mutate in provinciali per le immissioni in ruolo, laddove siano esaurite le GaE e quelle di merito derivanti dai concorsi”.

L’APERTURA DELLA MINISTRA

Secondo la ministra dell’Istruzione, “esiste uno ed un solo modo per risolvere la questione. Serve una norma che ci autorizzi a velocizzare la provincializzazione delle graduatorie. Un decreto ministeriale avente natura non regolamentare potrebbe abbreviare i tempi per rendere esecutive le norme sulle graduatorie provinciali. Avendo poi anche il tempo, da non sottovalutare, per un collaudo del sistema. Sono però consapevole del fatto che rappresenterebbe una deroga forte. È un’ipotesi su cui può confrontarsi solo il Parlamento, in fase di conversione del decreto scuola. Il Governo assicurerà in tal caso investimenti e risorse per la digitalizzazione”.

M5S IN LINEA CON AZZOLINA

Anche la vice ministra Anna Ascani (PD) ha dato il suo assenso a questa strada. E pure i deputati della Commissione Cultura del M5S hanno fatto sapere che il Movimento “è disponibile a lavorare per l’attivazione immediata delle graduatorie provinciali, che ha fortemente voluto e inserito nel decreto Istruzione che le Camere hanno convertito in legge lo scorso dicembre”. La strada sarebbe “di emanare un decreto ministeriale avente natura non regolamentare al fine di abbreviare i tempi consentendo di aggiornare già quest’anno le graduatorie, non più d’Istituto ma provinciali, rispondendo positivamente alle legittime istanze che provengono dal mondo della scuola e dai neolaureati”.

PRENDE CORPO LA POSIZIONE ANIEF

Sembra prendere spazio, quindi, la strada che Anief ha caldeggiato per mesi e tradotto, di recente, con un emendamento al Decreto Legge Decreto Scuola n. 22, con il quale si è chiesto che i posti del personale docente ed educativo rimasti vacanti dopo le assunzioni dalle graduatorie tradizionali fossero assegnati proprio ai candidati inseriti nelle graduatorie d’istituto, trasformate in provinciali. È l’unico modo, si legge nella motivazione, per rispondere alle “oltre 200 mila cattedre prive di titolare”, a cui si aggiungeranno almeno altri 40 mila docenti collocati in pensione dal prossimo 1° settembre, e per evitare di mettere in crisi “la funzionalità del sistema e la continuità̀ didattica”: l’operazione, tra l’altro, non comporterebbe oneri per la finanza pubblica, considerando le spese dell’erario dovute alle richieste di risarcimento per violazione della direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999. La decisione è stata già presa dalla provincia a statuto speciale di Bolzano, dimostrando che il rinnovo delle graduatorie in modo telematico, anche di una fascia aggiuntiva, può benissimo partire subito, considerato che in ambito informatico un software ben fatto può reggere la gestione di decine di migliaia persone come di un milione.

IL PARERE DEL PRESIDENTE ANIEF

Anief ricorda che le graduatorie d’istituto sono state create più di 20 anni fa specificatamente per gestire le supplenze breve e saltuarie, legate a 15-20 istituti. “Oggi, invece, servono ad assegnare decine e decine di migliaia di supplenze annuali – ricorda Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief -. Per risolvere il problema del precariato bisogna assumere però anche i precari da terza fascia d’istituto o con 24 mesi svolti: se il loro titolo di accesso è valido per insegnare, allora deve essere valido anche per le immissioni in ruolo”. Si tratta di un concetto chiaro, che diventa anche molto utile in questa particolare fase di reclutamento, visto che i concorsi per titoli ed esami si stanno rivelando lenti e complessi, come ha confermato nei giorni scorsi anche il Cspi.

“Quindi – continua Pacifico – le graduatorie d’istituto devono servire anche per le assunzioni a tempo indeterminato. E se c’è uno spazio per le immissioni in ruolo, allora si può anche guardare al merito, garantendo ai precari anche l’accesso ai corsi Tfa abilitanti e per il sostegno. Stiamo preparando nuovi emendamenti al Decreto Scuola su questa direzione. La speranza è tanta, perché tutte le forze della maggioranza sembrano convergere sull’idea del ministro di approvare un decreto non regolamentare per riaprire le graduatorie d’istituto e trasformandole in provinciali. Le assunzioni a settembre devono passare per questa via. Altrimenti, il record delle supplenze sarà inevitabile. Lo stesso vale per il personale Ata: bisogna attuare almeno 15-20 mila assunzioni anche per i dipendenti amministrativi, tecnici e ausiliari”.

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