Graduatorie concorso 2016 ancora piene, una buona idea bandirne di nuovi?

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prof. Armando Pagliara,  fondatore gruppo Facebook ” Coordinamento Nazionale Vincitori Concorso Scuola (2016)” – Sono mesi che la “guerra fredda” tra gli enti ministeriali e i docenti vincitori di concorso (spalleggiati da quelli appartenenti alle graduatorie ad esaurimento) va avanti, a colpi di diffide, tavoli tecnici e, ultimamente, bombardamenti attraverso social network e posta elettronica.

Ognuno chiede che si rispetti la legge, che queste graduatorie si svuotino nei tempi previsti.

C’è da dire che soprattutto da parte nostra (vincitori del concorso 2016) l’attenzione è alta su questa tematica, perché la “promessa” dell’assunzione “in tre anni” ha suscitato emozioni, ansie e, soprattutto, speranze. Solo che questa aspettativa sembra impossibile da raggiungere, soprattutto nelle regioni del sud Italia.

Ma com’è possibile? Di chi è la colpa di tutto questo caos? Forse del MIUR che ha sbagliato i calcoli? O dei politici che hanno promesso troppo? O dei sindacati che hanno decurtato posti per la mobilità?
La colpa è di tutti. E le vittime siamo solo noi.

Ognuno ha dato il suo contributo a questo caos che sembra insormontabile, in questo susseguirsi costante di manovre che non fanno altro che mettere una “pezza” temporanea andando a peggiorare tutto il precedente.

La politica ha creato sempre nuovi percorsi di reclutamento, quando la priorità è sempre stata quella di terminare le vecchie graduatorie, come i migliaia di docenti nelle GaE che sono ancora in coda per un contratto che attendono da ben 17 anni.

Per quando riguarda il concorso 2016, culmine di due diversi percorsi di abilitazione (estremamente diversi tra essi), i matematici del Ministero hanno fatto il calcolo statistico sul fabbisogno triennale, senza però considerare il possibile scarto derivante dall’enorme richiesta di trasferimenti. Che, in effetti, sarebbe dovuta essere limitata.

A quel punto però i sindacati sono intervenuti a gamba tesa, chiedendo “con violenza” una mobilità 100% nel 2016, soprattutto per i docenti “espatriati” dalle loro province, che ha bruciato tutte le cattedre disponibili al sud Italia, visto che la mobilità si muove SOLO da nord a sud, svuotando il nord Italia (e influendo sulla continuità didattica) e saturando il sud.

A proposito, cari politici: forse dovreste iniziare a prendere seriamente in considerazione la discrepanza tra nord e sud Italia riguardo docenti e cattedre, altrimenti non andremo da nessuna parte.
A questo punto, quindi, quale sarebbe un modo coerente per sanare questa situazione?

Forse quella di smontare tutto il sistema, esaurendo quello che è in corso? Velocizzare lo svuotamento di graduatorie? O ricominciare da capo, con i nuovi percorsi FIT? Non potremo mai saperlo, non siamo politici, non siamo tecnici.

Noi siamo solo le vittime.

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