Graduatorie chiuse. Ma aperte ai docenti abilitati negli ultimi 3 anni. Ma in coda. Il solito pasticcio

di Lalla
ipsef

Lalla – Arriva dal Senato la novità per gli esclusi dalle Graduatorie ad esaurimento (si tratta di 23.000 docenti) per aver iniziato un regolare percorso di abilitazione dopo il 2007, anno di blindatura delle liste. Ma chi sono gli esclusi e chi i potenziali beneficiari di questo provvedimento? Quale il loro numero e quale la futura composizione delle graduatorie?

Lalla – Arriva dal Senato la novità per gli esclusi dalle Graduatorie ad esaurimento (si tratta di 23.000 docenti) per aver iniziato un regolare percorso di abilitazione dopo il 2007, anno di blindatura delle liste. Ma chi sono gli esclusi e chi i potenziali beneficiari di questo provvedimento? Quale il loro numero e quale la futura composizione delle graduatorie?

L’emendamento presentato dal Governo e approvato ieri in Senato è questo

"Il comma 2-ter è sostituito dal seguente:
“2-ter. Fermo restando che le graduatorie ad esaurimento di cui all’articolo 1, commi 605, lettera c), e 607, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni restano chiuse, limitatamente ai docenti che hanno conseguito l’abilitazione dopo aver frequentato i corsi biennali abilitanti di secondo livello ad indirizzo didattico (COBASLID), il secondo ed il terzo corso biennale di secondo livello finalizzato alla formazione dei docenti di educazione musicale delle classi di concorso 31/a e 32/A e di strumento musicale nella scuola media della classe di concorso 77/A, nonché i corsi di laurea in scienze della formazione primaria negli anni accademici 2008/09, 2009/10 e 2010/11, è istituita una fascia aggiuntiva alle predette graduatorie. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca sono fissati i termini per l’inserimento nelle predette graduatorie aggiuntive a decorrere dall’anno scolastico 2012/ 2013.
IL GOVERNO"

Leggiamolo insieme:

Il primo assunto è che le graduatorie ad esaurimento restano chiuse, come prevede l’art. 1, commi 605 lettera c) e 607 della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

Secondo: E’ però istituita una fascia aggiuntiva "limitatamente ai docenti che hanno conseguito l’abilitazione dopo aver frequentato i corsi biennali abilitanti di secondo livello ad indirizzo didattico (COBASLID), il secondo ed il terzo corso biennale di secondo livello finalizzato alla formazione dei docenti di educazione musicale delle classi di concorso 31/a e 32/A e di strumento musicale nella scuola media della classe di concorso 77/A, nonché i corsi di laurea in scienze della formazione primaria negli anni accademici 2008/09, 2009/10 e 2010/11"

Tutti salvi allora i 23.000 docenti esclusi? No.

Innanzitutto è chiaro dall’emendamento che verranno inclusi solo coloro che sono in possesso di abilitazione conseguita in uno di questi 3 anni accademici, e non coloro che in questi stessi 3 anni hanno iniziato lo stesso percorso (il problema cioè resta tutto lì, stessa abilitazione e modi differenti di considerarla da parte delle istituzioni che l’hanno avviata).

Ma la formulazione dell’emendamento lascia spazio ad un’altra importante considerazione: il limite è di 3 anni, per cui rientrano perfettamente i docenti che hanno frequentato i corsi biennali abilitanti di secondo livello ad indirizzo didattico (COBASLID), il secondo ed il terzo corso biennale di secondo livello finalizzato alla formazione dei docenti di educazione musicale delle classi di concorso 31/a e 32/A e di strumento musicale nella scuola media della classe di concorso 77/A, tutti corsi biennali appunto e tutti corsi già conclusi.

Non rientrano invece gli studenti del corso di Laurea in Scienze della formazione primaria, che abbiano iniziato il corso di laurea a partire dall’a.s. 2008/09 o successivi, dal 1° anno, perchè la durata legale del suddetto corso di laurea è di 4 anni, quindi la laurea è prevista a partire dall’anno accademico 2011/12.

Sono compresi invece coloro che hanno iniziato in questi 3 anni il percorso di SFP iscrivendosi ad anni successivi al primo e che abbiano già conseguito la laurea.

Dei 23.000 per i quali era stato pensato l’emendamento quanti sono gli studenti di Scienze della formazione primaria? Più della metà sicuramente, se non la quasi totalità.

E questo già dice molto sulla natura dell’emendamento. Ma esso si presta anche ad un’altra interpretazione, forse non prevista dagli stessi autori: l’abilitazione deve essere stata conseguita negli anni accademici 2008/09, 2009/10, 2010/11, ma non è specificato quale debba essere l’anno di immatricolazione (stante che la durata legale è di 4 anni), per cui si potrebbe ipotizzare che anche i docenti che per vari motivi non approfittarono della possibilità di iscrizione, anche con riserva, nel 2007, potrebbero rientrare adesso, dal momento che molti di essi avranno conseguito la laurea proprio in quegli anni accademici. Ecco dunque che il numero si ingrosserebbe nuovamente, un numero che ad oggi non è possibile quantificare.

Altra problematica: l’emendamento afferma: "Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca sono fissati i termini per l’inserimento nelle predette graduatorie aggiuntive a decorrere dall’anno scolastico 2012/ 2013". Nulla viene detto sul destino di questa fascia aggiuntiva alla riapertura delle graduatorie ad esaurimento, prevista per il 2014. Si tratterà di una fascia aggiuntiva temporanea, determinata dalla validità triennale delle graduatorie, o di una blindatura a vita in una restaurata coda?

La Sen. Bastico afferma all’agenzia DIRE " "Il governo ha proposto una buona mediazione. Non si potevano lasciar fuori gli abilitati come chiedeva la Lega, ma nemmeno inserirli a pettine visto che le graduatorie sono ferme e sono state aggiornate lo scorso anno. Far valere il loro punteggio significava dare ai neo abilitati un vantaggio. Nel 2014/2015 con il nuovo aggiornamento potranno rettificare la loro posizione".

In realtà nell’emendamento questo non è scritto. Magari sarà sottinteso, ma certo non è così esplicito come si vorrebbe far credere. Forse per gli autori dell’emendamento era troppo rischioso spingersi oltre, lasciando a coloro che nel 2014 saranno seduti tra quei banchi l’onere di decidere in merito.

Ricordiamo infine che il decreto legge scade il 27 febbraio, per cui i tempi per sistemare il grosso pasticcio sono veramente stringati.

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