Graduatorie: Anief impugna anche il D.M. 47/2011

di Lalla
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ANIEF – Rimangono immutate le istruzioni per ricorrere contro il nuovo aggiornamento o mancato inserimento delle/nelle graduatorie. Miur pubblica in ritardo un decreto integrativo che riporta la validità triennale di vigenze delle stesse. Consulta le guide dell’Anief.

ANIEF – Rimangono immutate le istruzioni per ricorrere contro il nuovo aggiornamento o mancato inserimento delle/nelle graduatorie. Miur pubblica in ritardo un decreto integrativo che riporta la validità triennale di vigenze delle stesse. Consulta le guide dell’Anief.

Ben due settimane dopo la pubblicazione in gazzetta ufficiale del decreto legge sullo sviluppo economico che modifica la data di vigenza delle graduatorie ad esaurimento, il Miur prende atto della nuova norma e senza attendere la conversione in legge pubblica un decreto integrativo a 4 giorni dalla chiusura delle domande, mentre il partito anti-costituzionale del no pettine, in piena campagna elettorale (ballottaggio delle amministrative), illude i propri sostenitori tentando, invano, di intimidire migliaia di precari che si apprestano a chiedere lo spostamento da una provincia all’altra con proposte fantasiose di punteggi bizzarri o richieste inverosimili di chiarimenti sull’operato dei tribunali della repubblica e dei loro ausiliari.

Già, perché il commissario ad acta non è un terrorista o un sovversivo ma un ausiliario del giudice che (Tar Lazio) ha ordinato l’inserimento a pettine dei ricorrenti, ha deciso (Consiglio di Stato) nel merito la questione e ha abrogato (Corte costituzionale) una norma che blocca il trasferimento dei precari.

Lo ribadiamo: qui non c’entra la giurisdizione esclusiva del giudice, essendo la questione chiusa nel merito e la condanna dell’amministrazione certa in qualunque sede, vista la giurisprudenza sul tema; e non c’entra neanche la residenza, la nascita, il domicilio professionale dei candidati inseriti nelle graduatorie provinciali che si vorrebbero corteggiare, salvo illudere, per una manciata di voti contraddicendo principi costituzionali, soltanto a parole richiamati.

Sarebbe meglio spiegare ai propri elettori perché non si è chiesto al ministro Gelmini di stabilizzare subito 108.000 precari sui posti vacanti e disponibili o di ripristinare gli altri 100.000 posti tagliati in questi tre anni, ma capiamo l’imbarazzo.

A noi non rimane che ricorrere con coerenza contro un decreto che riporta una tabella di valutazione dichiarata illegittima in più parti e attendere di festeggiare con quelle migliaia di precari che otterranno il ruolo perché hanno creduto nella giustizia e nella giusta azione legale patrocinata dall’Anief in questi lunghi anni a tutela della Costituzione.

Il resto è soltanto colorita ma scadente campagna elettorale a cui intendiamo sottrarre per carità di fede la Scuola.

Il D.M. integrativo

Il link alle guide Anief per la compilazione delle domande e per i nuovi 17 ricorsi contro il decreto

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