Graduatorie ad esaurimento: il giudice del lavoro di Lucera riconosce il servizio militare di leva non in costanza di nomina

Di Lalla
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inviato da Mario Di Mauro – Si susseguono le ordinanze favorevoli alla valutazione del servizio militare prestato non in costanza di nomina. Con ricorso ex art. 700 c.p.c. ad un precario della scuola, difeso dall’Avv. Maria Michela Dichirico, è stato riconosciuto il servizio militare espletato dopo aver conseguito il titolo di studio indispensabile all’accesso dell’insegnamento medesimo.

inviato da Mario Di Mauro – Si susseguono le ordinanze favorevoli alla valutazione del servizio militare prestato non in costanza di nomina. Con ricorso ex art. 700 c.p.c. ad un precario della scuola, difeso dall’Avv. Maria Michela Dichirico, è stato riconosciuto il servizio militare espletato dopo aver conseguito il titolo di studio indispensabile all’accesso dell’insegnamento medesimo.

Sintesi ordinanza

Il Tribunale ha aderito a quella giurisprudenza consolidata (TAR Lazio, Consiglio di Stato, Tribunale del lavoro) che ha costantemente affermato il principio per cui il servizio militare deve ritenersi sempre valutabile proprio ai sensi dell’art. 485 co. 7 del D.lgs. 297/1994 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione e scuole di ogni ordine e grado). Infatti la predetta norma, in via generale, prevede testualmente che “Il periodo di servizio militare di leva o per richiamo e il servizio civile
sostitutivo di quello di leva è valido a tutti gli effetti”.

La portata assolutamente generale del 7° comma dell’art. 485 D. L.vo 297/1994, che non è connotata da limitazioni di sorta, ed il rango primario della norma che non si presta dunque ad essere derogata da norme di rango secondario quali i D.M. e i D.D.G., comporta che il riconoscimento del servizio debba necessariamente essere applicato anche alle graduatorie anche al fine di evitare che chi ha compiuto il proprio dovere verso la nazione si trovi poi ingiustamente svantaggiato nelle procedure pubbliche selettive.

Ne consegue che il periodo di servizio prestato debba essere valutato non solo agli effetti della carriera, una volta che il docente sia immesso in ruolo, ma anche nelle graduatorie composte proprio ai fini della immissione in ruolo.

Di contro rappresenterebbe una sostanziale discriminazione riconoscere tale anzianità aggiuntiva solo a coloro che, in virtù di mero caso, abbiano prestato il servizio di leva proprio in concomitanza con un incarico d’insegnamento.

In relazione al servizio militare non può trovare applicazione l’art.2050 del d. legislativo 15.3.2010 n.66, che riguarda unicamente i pubblici concorsi. E’ stato infatti chiarito che la preclusione di valutabilità del servizio militare è comunque prevista solo per i concorsi pubblici.

E le graduatorie ad esaurimento non sono concorsi, ma elenchi di soggetti già in possesso dei titoli necessari per accedere all’insegnamento, in attesa dell’immissione in ruolo. Pertanto, quando si discute in materia di graduatorie, “si verte di tema di accertamento di diritti soggettivi dei docenti iscritti nelle stesse e non in tema di una procedura concorsuale diretta all’assunzione in un pubblico impiego”.

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