Graduatorie ad esaurimento e 6 punti SSIS. MIUR dovrà rivedere i punteggi o rischia commissariamento

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La redazione ha intervistato l’avvocato Walter Miceli che ha seguito per l’ANIEF il ricorso per la questione dell’assegnazione dei punteggi ai docenti abilitati tramite le SSIS, Laurea in Scienze della Formazione, Didattica della musica o COBASLID. Cosa deve fare chi ha partecipato al ricorso e non si è visto attribuire il punteggio? Cosa deve fare chi non ha partecipato al ricorso?

La redazione ha intervistato l’avvocato Walter Miceli che ha seguito per l’ANIEF il ricorso per la questione dell’assegnazione dei punteggi ai docenti abilitati tramite le SSIS, Laurea in Scienze della Formazione, Didattica della musica o COBASLID. Cosa deve fare chi ha partecipato al ricorso e non si è visto attribuire il punteggio? Cosa deve fare chi non ha partecipato al ricorso?

Avvocato Micieli, che cosa aveva stabilito il TAR del Lazio sulla questione dei 6 punti SSIS?

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Le sentenze del TAR del Lazio del 2010 avevano annullato la tabella di valutazione dei titoli nel punto in cui la stessa riduceva da 30 a 24 punti il bonus premiale in favore dei docenti abilitati con i corsi SSIS o assimilati (Laurea in Scienze della Formazione, Didattica della musica o COBASLID).

In altre parole, la legge stabilisce che alle abilitazioni conseguite con i corsi universitari (SSIS e assimilati) deve essere attribuito un punteggio aggiuntivo inteso come doveroso riconoscimento dell’impegno dedicato alla formazione e all’elevato livello di preparazione che può essere raggiunto con la frequenza di tali corsi.

Il bonus premiale per tale categoria di abilitati – al netto della mera compensazione dei 24 punti di servizio non valutabile durante il biennio di durata legale corso – si concretizza proprio nel margine di 6 punti attribuito al titolo conseguito in esito alla frequenza ai corsi SSIS (o assimilati).
Il MIUR, attribuendo a ogni abilitazione, a qualsiasi titolo e in qualsiasi modo conseguita, il punteggio premiale di 6 punti, aveva illegittimamente annullato ogni bonus a vantaggio dei diplomati SSIS e assimilati.

Il TAR Lazio, dunque, nel lontano 2010, ha ordinato al MIUR di ripristinare il bonus differenziale di 30 punti in favore di tutti gli abilitati SSIS e assimilati. Ciò potrà essere ottenuto secondo due modalità equivalenti: o aggiungendo 6 punti in più agli abilitati SSIS o assimilati (Laurea in Scienze della Formazione, Didattica della musica o COBASLID) oppure decurtando di 6 punti il punteggio riconosciuto a tutti gli altri docenti. 

Le sentenze del TAR del Lazio, peraltro, hanno rappresentato una sorta di parziale risarcimento per tutti gli abilitati SSIS e assimilati, selezionati sulla base della rilevazione di posti vacanti e disponibili e poi lasciati marcire per oltre dieci anni nei gironi infernali delle graduatorie.  

Quali sono gli scenari prevedibili dopo la sentenza del Consiglio di Stato?

Il Consiglio di Stato ha respinto sia gli appelli del Ministero che quelli proposti dalle parti private, ponendo fine in tal modo a un contenzioso che si è trascinato per molti anni.

Le sentenze del TAR Lazio, dunque, sono divenute virtualmente definitive, con conseguente nullità della tabella di valutazione dei titoli laddove la stessa stabilisce che il bonus premiale in favore dei docenti abilitati con i corsi SSIS o assimilati debba essere soltanto di 24 e non di 30 punti.
Il MIUR, quindi, non può più sottrarsi alla decisione della magistratura amministrativa e deve correggere la tabella di valutazione dei titoli prima della pubblicazione delle graduatorie.

Che cosa potrebbe accadere se il MIUR non dovesse applicare le sentenze del TAR?

Non credo che ciò accadrà, perché, in tal caso, si determinerebbe uno scenario del tutto simile a quello che si profilò nella vicenda coda-pettine: il MIUR subirebbe una procedura di commissariamento, con un ufficiale giudiziario nominato dal TAR che farebbe eseguire coattivamente la decisione della magistratura.

Ciò per tacere del disastro che il MIUR provocherebbe stipulando dei contratti per scorrimento di graduatorie invalide perché formate in violazione di un giudicato amministrativo.

Cosa potrebbero fare i docenti che, pur avendo aderito al ricorso, non hanno ancora vista applicata la sentenza del TAR, in attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato?

Devono chiedere l’esecuzione coattiva della sentenza, ossia proprio il commissariamento del MIUR, anche se nessuno si augura che ciò si renda davvero necessario, dal momento che il Ministero può e deve correggere la tabella di valutazione dei titoli senza dover costringere i ricorrenti ad ulteriori iniziative.

Cosa dovrebbero fare i docenti abilitati SSIS o con percorso assimilato (Laurea in Scienze della Formazione, Didattica della musica o COBASLID) che nel 2009 non hanno aderito al ricorso?

Possono intervenire ad adiuvandum nel giudizio di esecuzione coattiva della sentenza intrapreso dai ricorrenti, e ciò al fine di ottenere l’estensione anche nei loro confronti degli effetti delle sentenze del TAR.

La giurisprudenza amministrativa, infatti, ha chiarito che il divieto legislativo di estensione del giudicato non è riferibile all’ipotesi di annullamento giurisdizionale di atti a contenuto generale ed inscindibile, che abbiano fissato, come nella specie, criteri e direttive destinate a riflettersi su una pluralità indeterminata di posizioni.

In siffatta ipotesi, infatti, incombe sull’amministrazione l’obbligo di adeguare la propria condotta al dictum giurisdizionale con il medesimo carattere di generalità ed inscindibilità che contraddistingueva gli atti annullati.

Del resto, sarebbe davvero incomprensibile l’applicazione di una tabella di valutazione dei titoli a macchia di leopardo: ecco perché il MIUR deve adeguarsi alla decisione della magistratura prima di procedere alle nomine.

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