Graduatorie ad esaurimento: Anief continua a chiedere riapertura per abilitati e conferma nei ruoli degli assunti con riserva

di redazione
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Netto no, invece, a una fase transitoria estesa anche per la primaria – infanzia e fallimentare per il sindacato nella superiori. Il Parlamento comincia a prendere atto del problema. Chiesta anche la modifica delle Graduatorie d’istituto. Leggi l’intervista al presidente nazionale, M. Pacifico

D. Presidente Pacifico, cominciamo nel congratularci per il risultato raggiunto nelle ultime elezioni RSU. Anief ha finalmente raggiunto la rappresentatività. Ma il problema delle diplomate magistrali, a rischio licenziamento, in questo momento è al centro dell’opinione pubblica. Cosa è successo dopo l’ultimo sciopero del 2 – 3 maggio?

R. Grazie, il risultato elettorale è storico perché da 30 anni non avevamo un nuovo sindacato rappresentativo nella scuola. Facciamo tesoro della fiducia, del 6% raggiunto per ricostruire una scuola giusta. E proprio per onorare quest’impegno, all’indomani del voto, siamo scesi in piazza per la terza volta in cinque mesi. Chiediamo la conferma nei ruoli delle maestre e di tutti gli insegnanti assunti con riserva che hanno superato l’anno di prova così come l’inserimento in Gae di tutto il personale abilitato dall’infanzia alle superiori.

D. Questo lo chiedete già dal primo sciopero dell’8 gennaio 2018, dopo la pubblicazione della sentenza della plenaria. E’ cambiato qualcosa, dopo le elezioni politiche?

R. E’ vero lo chiediamo in realtà, dal 2013 dopo che per ben due volte abbiamo fatto riaprire dal Parlamento nella XVI legislatura le Gae a tutto il personale abilitato, nonostante all’epoca il numero dei cosiddetti contro-interessati fosse 20 volte superiori. Qui non ci può essere alcuna guerra tra poveri perché deve essere rispettato il diritto secondo il quale ognuno in possesso di un’abilitazione riconosciuta dallo Stato italiano deve essere assunto in base al punteggio ottenuto. Di certo, l’inizio della XVIII legislatura dopo una netta chiusura registrata nell’ultimo quinquennio dall’ex partito di maggioranza, il PD – quello che però aveva ottenuto la riapertura delle Gae – sembra essere favorevole nuovamente alla riapertura delle Gae. In pochi giorni, parlamentari di Forza Italia, Fratelli d’Italia e di Liberi e uguali con disegni di legge o pubbliche dichiarazioni lo hanno chiesto apertamente; altri della Lega hanno chiesto di eliminare il divieto delle supplenze introdotto dalla 107; altri ancora del Movimento 5 Stelle stanno interrogando il ministro su quali soluzioni urgenti voglia prendere. Credo che sia frutto di una presa di coscienza come il problema non possa essere risolto con l’annuncio di nuovi concorsi, ancorché condivisi, persino, da alcuni sindacati che con i loro studi legali hanno impugnato la sentenza dell’adunanza plenaria in Cassazione.

D. Ma presidente, molti affermano che l’indizione di una fase transitoria concorsuale riservata anche nella primaria e infanzia accontenterebbe tutti

R. Non credo che una delle 6 mila maestre di ruolo sia contenta di essere licenziata per partecipare a una procedura concorsuale ancorché non selettiva per entrare di ruolo fra 50 anni. Non sono contenti i pochi precari abilitati d’inglese che hanno presentato la domanda per insegnare nelle scuole superiori del Lazio (soltanto uno su quattro ha presentato domanda per il transitorio sul territorio nazionale) che dovranno aspettare 49 anni per essere assunti. Nel frattempo, qualcuno dovrebbe spiegare cosa centra il transitorio con le Gae e le supplenze, perché il problema è che atre 45mila maestre e un migliaio di insegnanti delle superiori saranno cacciati dalle Gae e non più richiamati come supplenti. E il problema, lo ripeto, riguarda tutti i precari in possesso di un’abilitazione, al di là dell’ordine e grado.

D. Quindi per Anief al di là della riapertura delle Gae non esiste alcun altra soluzione?

R. L’approvazione di un decreto legge approvato dal Governo e ratificato dal Parlamento rimane l’unica soluzione plausibile e ragionevole. Certo, se l’attuale maggioranza trasversale che si trova tra i gruppi parlamentari non dovesse concretizzarsi in un atto in tal senso, l’ultima strada rimarrebbe la trasformazione delle graduatorie d’istituto in permanenti e provinciali, con l’accorpamento della prima e seconda fascia per tutto il personale abilitato, l’aggiornamento annuale aperto ai nuovi abilitati e laureati, l’abolizione del divieto delle supplenze dopo 36 mesi e la conferma nei ruoli di tutto il personale assunto con riserva che abbia superato l’anno di prova. Ma di certo, non si può invocare un transitorio inutile e non risolutivo. Siamo pronti a continuare la protesta fino a quando il diritto non sarà ripristinato.

D. Un’ultima domanda, si parla tanto di assunzioni ma i posti dove sono?

R. Basta ripristinare l’insegnamento per moduli e sbloccare 30 mila posti in organico, recuperare il tempo scuola ridotto per motivi finanziari e riattivare altre 70 mila cattedre, trasformare l’attuale organico di fatto in organico di diritto per recuperare altri 100 mila posti e aprire una finestra a 63 anni per il lavoro usurante nella scuola per sbloccarne altri 50 mila. Un piano straordinario di 250 mila immissioni in ruolo, con il finanziamento di un punto in più di PIL nella scuola, questo chiederemo al nuovo Governo appena insediato, parafrasando le parole dell’Europa.

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