Graduatorie ad esaurimento: 6 punti Ssis. La sentenza che sconvolgerà le graduatorie

Di Lalla
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red – La notizia delle modifiche che potrebbero interessare le graduatorie ad esaurimento in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato sui "6 punti Ssis" desta particolare preoccupazione tra i precari. Pubblichiamo le motivazioni con cui il Consiglio di Stato ha respinto l’appello del Miur giudicando inammissibile.

red – La notizia delle modifiche che potrebbero interessare le graduatorie ad esaurimento in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato sui "6 punti Ssis" desta particolare preoccupazione tra i precari. Pubblichiamo le motivazioni con cui il Consiglio di Stato ha respinto l’appello del Miur giudicando inammissibile.

"Mediante ricorso notificato il 29 settembre 2011 gli odierni appellanti, insegnanti in possesso di abilitazioni diverse dalle abilitazioni S.s.i.s., hanno impugnato la sentenza 25 novembre 2010 n. 33992, con la quale il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio aveva accolto il ricorso proposto da alcuni docenti abilitati S.s.i.s. iscritti nelle graduatorie ad esaurimento e, per l’effetto, ha annullato la tabella di valutazione dei titoli di cui al d.m. n. 42 dell’8 aprile 2009, nella parte (punto A 5) in cui riconosceva un punteggio aggiuntivo di 6 punti ai possessori di abilitazioni diverse da quelle conseguite presso le S.s.i.s., nonché le graduatorie ad esaurimento per gli anni 2009-2011, nella parte in cui attribuivano il punteggio predetto.

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Gli appellanti hanno sostenuto, in primo luogo, la tempestività del proprio appello per l’omessa notificazione – in prime cure – a loro o ad almeno uno dei controinteressati ed, inoltre, hanno sollevato una nutrita serie d’inammissibilità del ricorso di primo grado (per l’asserita carenza d’interesse al ricorso con riguardo all’inesistenza della pretesa propugnata, per la nullità della notificazione per pubblici proclami del ricorso, per l’incostituzionalità di una normativa contemplante un punteggio aggiuntivo, per coloro che avessero concluso positivamente la scuola di specializzazione S.s.i.s., solo per aver conseguito un’abilitazione secondo norme vigenti in tempi diversi, per la preclusa possibilità dell’amministrazione di rideterminarsi con l’attribuzione alle abilitazioni diverse dei 6 punti in questione), oltre all’erroneità della sentenza stessa.

Si è costituita per resistere l’amministrazione scolastica e sono presenti in giudizio gli appellati indicati in epigrafe, che hanno concluso per la tardività e l’infondatezza dell’appello, come da memoria depositata il 7 dicembre 2013.

All’udienza del 9 gennaio 2014 la causa è stata trattenuta in decisione.

DIRITTO

L’appello è irricevibile in quanto tardivo, a termini dell’art. 92, comma terzo, del codice del processo amministrativo, entrato in vigore il 16 settembre 2010: l’impugnazione della sentenza in esame (appello notificato il 29 settembre 2011) è stata infatti proposta dagli appellanti oltre i sei mesi dal deposito della pronuncia gravata (25 novembre 2010), quando cioè era in vigore il regime processuale ordinario e, perciò, risulta qui inapplicabile la disciplina previgente (art. 2 delle norme transitorie di cui all’allegato 3).

Non giova agli appellanti addurre la nullità della notificazione nei loro confronti del ricorso di prima istanza, atteso che i ricorrenti si sono attenuti alle disposizioni date dal giudice di prime cure per la notificazione per pubblici proclami, contemplante la pubblicazione del testo integrale sul sito internet del M.i.u.r., senza richiedere che gli iscritti nelle graduatorie ad esaurimento controinteressati fossero indicati nominativamente.

Né, come ritenuto da questa Sezione VI del Consiglio di Stato in casi consimili, il rilievo che i nominativi figurassero nelle graduatorie e che la pubblicazione su internet non comportasse aggravio di spese – in caso di un numero elevato di destinatari – varrebbe ad escludere la sussistenza, nella specie, di difficoltà anche d’individuazione dei reali controinteressati presenti nelle varie graduatorie regionali e provinciali di tutt’Italia impugnate, delle quali il Tribunale amministrativo, nel disporre le modalità da seguire, aveva evidentemente tenuto conto (cfr. Cons. St., Sezione VI, sentt. 25 luglio 2012 n. 4243 e n. 4244).

In via dirimente, l’appello non può pertanto che essere dichiarato irricevibile.

Le spese di lite relative all’odierno grado seguono la soccombenza (o si compensano per giusti motivi) e sono liquidate come in dispositivo.

P.Q.M.
il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione VI) dichiara irricevibile l’appello (r.g.n. 7841/2011) e condanna gli appellanti (debitori solidali) al pagamento degli oneri di lite relativi al secondo grado di giudizio, liquidati a favore degli appellati privati costituiti (creditori solidali) nella misura complessiva di € 3.000,00 (euro tremila/00), mentre li compensa tutti nei confronti delle amministrazioni scolastiche appellate e resistenti.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del giorno 9 gennaio 2014, con l’intervento dei giudici:

Aldo Scola, Presidente FF
Vito Carella, Consigliere, Estensore
Claudio Contessa, Consigliere
Giulio Castriota Scanderbeg, Consigliere
Bernhard Lageder, Consigliere"

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