Graduatoria interna di istituto: è sbagliato che i figli contino più del merito. Lettera

di redazione
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Prof. Francesco Polopoli – Oggi la scuola è sempre più un’Istituzione familiare , dove il merito conta solo per quell’irrisorio bonus-mancetta, che poco ha del reale impegno di chi si è realmente speso!

Basta ingolfare, infatti, sale-parto ed essere in possesso di pubblicazioni matrimoniali per avere la precedenza in Graduatoria d’Istituto: eppure, in Contratto c’è solo l’assunzione ad personam, e basta; il resto rimanderebbe all’impegno deontologico del neo-assunto: non capisco il fatto che alcuni debbano pagare la tassa sul celibato, perché privi di prole, e non sono pochi!

Quanti si ritrovano a fare armi e bagagli da soprannumerari in assenza di tutti quei requisiti familiari, che fanno bottino! Si può essere prolifici anche senza la fecondità del corpo, sia inteso: spesso, la paternità non è la genitorialità fisica, e lo sappiamo tutti ogni qualvolta di un incontro ne facciamo ri-creazione di vita. Dura lex, sed lex, però! Il croce-via è chiaro, ormai! Una via crucis! Scrivi, magari, e non hai figli? Non importa. E già, la cultura, oltre ad essere coltivazione, è anche inseminazione!

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