GPS, la scelta infelice di inserire titoli non validi in nome del “poi si vede”. Supplenze falsate, licenziamenti e tanti problemi

Stampa

GPS Graduatorie provinciali e di istituto per il biennio 2020/22: aggiornamento “incubo” per aspiranti docenti e sindacalisti, dal 22 luglio al 6 agosto 2020. Un tempo minimo, condizioni di disagio per l’emergenza sanitaria in corso, nuovi modelli, FAQ pubblicate dal Ministero nel corso della presentazione delle domande, dubbi rimasti insoluti. 

C’è un aspetto sul quale forse si riflette poco: i docenti, alle prese con una nuova normativa e con tanti dubbi alimentati anche dalla confusione sui social e dalla mancanza di risposte ufficiali, si sono trovati a dover compiere una scelta:
inserire o meno quei titoli per i quali rimaneva il dubbio sulla valutazione? o quel titolo che finora ti era stato valutato e non ti capacitavi adesso non valesse neanche 0.5 punti?  oppure avevi saputo che il tuo collega aveva inserito quel tal titolo e pur essendo a conoscenza della mancata valutazione avrai detto “poi si vede”?
Ecco dunque qual è la fotografia di alcune graduatorie.
Quei titoli che avrebbero dovuto accendere la lampadina del dubbio nelle segreterie scolastiche, a volte sono passati inosservati. E così le supplenze sono state attribuite in base a quei punteggi, salvo poi “scovare l’errore” in sede di convalida dei punteggi, con conseguente licenziamento del docente interessato e una lunga trafila per assicurarsi che tutte le scuole abbiano recepito la modifica.
Un esempio tra tanti:
Sapevo che avrei ricevuto il massimo del punteggio cumulabile con il voto di laurea, 110 e lode. Ho consultato il mio sindacato, che mi ha aiutato a compilare la domanda di presentazione dell’istanza di iscrizione in GPS, prima di inserire gli eventuali “ulteriori titoli” in aggiunta a quelli abilitanti. Mi era stato detto di inserire tutto, perché sarebbe stato il sistema a scremare i titoli validi distinguendoli da quelli non validi.  Seguendo questa logica, il sindacato mi aveva fatto reinserire in una voce molto simile, riguardante i titoli di studio, la mia Laurea Magistrale abilitante. Il problema è scaturito, paradossalmente, dalla valutazione errata del sistema e delle segreterie polo della mia Laurea Magistrale. Mi sono stati aggiunti, infatti, 3 ulteriori punti insieme ai 33 che mi spettavano per il solo titolo, ma nel dubbio reinserito due volte, cosa che ho scoperto – purtroppo – solo poche settimane fa. 
Inizialmente non me ne sono reso conto, credendo che il punteggio fosse coerente con il mio percorso di studi, ma dopo aver ricevuto il primo incarico ed aver autocertificato gli stessi titoli inseriti nell’istanza, la scuola – che tra l’altro non ha voluto chiedere alla mia università il mio titolo di laurea: volevano che fossi io a fornirlo pur essendo la pubblica amministrazione tenuta a farne richiesta – ha riscontrato l’erroneo calcolo dei 3 punti in aggiunta. Di conseguenza, sono stato licenziato. La segreteria mi ha detto che quei giorni di servizio non avrebbero dato punteggio e che avrebbero comunicato a tutte le scuole (ormai un mese fa) il mio punteggio “effettivo”: 33 anziché 36. Il problema è che nulla di ciò è avvenuto, nonostante avessi anche inviato una PEC per sollecitare l’aggiornamento di graduatoria (nessuna risposta pervenuta).
Ora non so cosa fare: posso accettare supplenze dalle altre scuole, pur sapendo che il mio punteggio dovrebbe essere ricalcolato e che questo ricalcolo non sia ancora avvenuto? Non vorrei perdere ulteriori supplenze e magari – come è successo – trovarmi scavalcato da gente che ha i medesimi “errori” di punteggio ma non ancora verificati. Inoltre, i giorni di supplenza precedenti e futuri mi saranno effettivamente riconosciuti, come punteggio per l’aggiornamento, in quanto “avente diritto” per titolo? 
 So che si tratta di un problema riguardante moltissimi neoinseriti nelle graduatorie che si trovano, come me, a vivere in un limbo da cui non sembra esserci possibilità di uscita.

Non spetta punteggio per servizio svolto sulla base di dichiarazioni mendaci

Il servizio eventualmente svolto sulla base di dichiarazioni mendaci non dà punteggio. A metterlo per iscritto è l’OM n. 60/2020, all’art. 8 comma 10 “l’eventuale servizio prestato dall’aspirante sulla base di dichiarazioni mendaci è, con apposito provvedimento emesso dal dirigente scolastico, dichiarato come prestato di fatto e non di diritto, con la conseguenza che lo stesso non è menzionato negli attestati di servizio richiesti dall’interessato e non è attribuito alcun punteggio, né è utile ai fini del riconoscimento dell’anzianità di servizio e della progressione di carriera, salva ogni eventuale sanzione di altra natura.”

Il problema però sta alla base: le scuole non hanno ricevuto una indicazione puntuale su come comportarsi in questi casi. A metterlo in evidenza il segretario generale dello Snals Elvira Serafini  “Sono state poi omesse indicazioni pratiche sulle procedure da seguire per la stipula o la revoca dei contratti in caso di punteggi sbagliati. Se il sistema introdotto dal ministero per la produzione delle graduatorie provinciali per le supplenze non riesce a garantirne la correttezza sarebbe opportuno avviare una procedura straordinaria di ricostituzione delle graduatorie con rinnovati sistemi di controllo”

Stampa

Il nuovo programma di supporto gratuito Trinity per docenti di lingua inglese