Gps, cronaca di un disastro annunciato. Cub: “Si fermi la giostra dell’algoritmo impazzito”

Stampa

Comunicato CUB SUR – La scuola affettuosa del ministro Bianchi distribuisce schiaffi in faccia alle precarie e ai precari: l’algoritmo del Ministero, studiato per l’assegnazione delle cattedre ai supplenti annuali, somma errori su errori e tratta lavoratrici e lavoratori come numeri – capitale umano utile a tappare buchi nell’organico – invece che persone.

Questo accade quando si è preda dell’ideologia tecnocratica e si pretende che vi sia sempre una soluzione tecnologica e facile anche ai problemi più complessi. Un’illusione che ha prima spinto Azzolina a negare gli errori delle GPS e ora trascina con sé Bianchi che ha imposto, con un colpo di mano agostano e in tempi brevissimi, una nuova procedura inedita e macchinosa che, per moltissimi colleghi precari, si sta concretamente trasformando in un incubo.

Le falle del sistema totalmente informatizzato, messo in piedi in fretta e furia per vendere la promessa – puntualmente non rispettata – di avere tutti gli insegnanti in cattedra il primo di settembre, sono tante e diverse. Questo fa crescere lo scontento e le recriminazioni, alimenta il conflitto orizzontale tra colleghe e colleghi, determina una massa di reclami che minaccia di sommergere gli Uffici scolastici periferici, già sovraccarichi di lavoro.

Alle nostre sedi si rivolgono moltissimi colleghi in cerca di aiuto e assistenza che rappresentano i più vari problemi. Quali sono i principali?

– Una gran massa di errori nelle domande che dipende dalla fretta imposta a tutti, programmatori e aspiranti supplenti, quindi dal poco tempo a disposizione, dai blocchi della piattaforma, dalla complessità e dai bizantinismi che caratterizzano le procedure da seguire.

– Assenza di trasparenza nelle assegnazioni. Ad esempio non si capisce chi abbia goduto delle precedenze per legge 104 e se queste non siano invece interpretate come “riserve”.

– Cattedre che compaiono dal nulla e che non erano presenti nelle disponibilità comunicate dagli Uffici scolastici (comunque tardive). Un fatto che ha falsato le scelte degli aspiranti al punto che, paradossalmente, chi ha scelto alla cieca potrebbe ottenere una cattedra migliore di chi ha scorso in modo certosino le comunicazioni contraddittorie e piene di refusi degli Ambiti Territoriali.

– Candidati scavalcati. Sulle medesime preferenze espresse, diversi candidati asseriscono di essere stati scavalcati da colleghi con punteggi inferiori.

– La trappola delle cattedre non complete (spezzoni). Candidati con punteggio molto alto, ormai abituati da anni a lavorare su cattedre piene, si ritrovano a dover accettare spezzoni di 7-8 ore perché non hanno compreso le “sottigliezze” dell’algoritmo e hanno indicato nelle prime preferenze anche (ma non solo) l’accettazione di spezzoni: l’algoritmo si è fermato lì e non ha scorso le altre preferenze dove erano invece presenti cattedre intere. Come completeranno questi aspiranti? Come arriveranno a fine mese?

La casistica non è esaustiva e il danno non è solo a carico dei candidati. Ad esempio vi sono colleghi che contavano di ritrovare la continuità su sostegno nel medesimo istituto ma che, non avendo afferrato il farraginoso meccanismo di scelta delle sedi, si trovano ora a lavorare su materia in altri istituti, lasciando classi e allieve o allievi certificati con i quali avevano già intrapreso un percorso.

C’è poi la questione degli spezzoni inferiori alle 7 ore, che, fino allo scorso anno, nelle nomine in presenza, erano utilizzati per completare le cattedre. Il geniale algoritmo invece non ne tiene conto e perciò oggi abbiamo docenti – con punteggi elevati e che sempre hanno lavorato su cattedre piene – che non sanno se accettare o meno cattedre da 8-10 ore, con le quali non possono concretamente sopravvivere, perché non hanno certezza del completamento. Costoro dovranno attendere la liberatoria per le assegnazioni da parte delle scuole, perdendo diversi giorni di retribuzione, e sperare che non si ripetano gli errori dello scorso anno dovuti all’errata applicazione dell’OM 60/2020.

Tutto questo con nomine in presenza o comunque a scorrimento – fosse anche in videoconferenza – non sarebbe mai accaduto! Testimonia la gravità della situazione attuale il fatto che diverse province hanno rinviato le nomine per correggere errori ed evidenti anomalie nelle graduatorie e integrare la disponibilità dei posti.

Il ministro, sordo ad ogni richiamo, ha voluto procedere a tutti i costi con questa mostruosità e ora che le conseguenze sono evidenti nella disperazione di lavoratrici e lavoratori i quali rischiano di non lavorare proprio o di lavorare in luoghi, cattedre e per orari non voluti, pur occupando una posizione utile in graduatoria, farebbe bene a considerare il proprio fallimento e a cercare rimedi efficaci piuttosto che continuare a vendere ottimismo a buon mercato.

Invitiamo tutte e tutti coloro che riscontrino errori palesi o assegnazioni che ritengono improprie a inviare immediatamente la segnalazione agli uffici scolastici di competenza e a richiedere l’accesso agli atti per valutare precedenze o riserve di eventuali contro-interessati.

Chiediamo agli Uffici territoriali di chiarire immediatamente quali procedure intendano mettere in atto per sanare in tempi rapidi le situazioni createsi e per evitare che le forme di contenzioso che possono scatenarsi sommergano del tutto l’operatività degli uffici stessi.

Ricordiamo al ministro che si può avere una scuola migliore solo se coloro che vi lavorano sono trattati come cittadini invece che sudditi. Perciò è bene cambiare registro e smetterla di giocare con la dignità del personale, precario o di ruolo che sia.

Stampa

Didattica inclusiva attraverso alcune figure del mito greco. Corso online riconosciuto dal Ministero dell’istruzione