GPS con punteggi sbagliati e convocazioni in ritardo: vorremmo essere in classe con i nostri alunni. Lettera

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inviata da Valentina Fenu – Vorrei raccontarvi la situazione surreale che stanno vivendo i precari. Tutto è legato alla scelta dell’ultimo momento della Ministra di aggiornare le graduatorie con nuove tabelle punteggio.

Queste infatti sono state strutturate con nuove voci inerenti il mondo universitario che ha visto punteggi equiparati ad anni di servizio da parte dei precari nelle istituzioni scolastiche.

I punteggi sopravvalutati in alcune nuove voci hanno visto dall’altra parte punteggi, di titoli e servizio, svalutati o non valutati come nelle precedenti tabelle punteggio.

Arriviamo al meraviglioso sistema informatizzato creato per le gps: un vero flop. Ci ha dimostrato come la competenza e il controllo fatto manualmente da una segreteria non le può sostituire nessuno.

Così, questo famoso sistema, ha calcolato punteggi errati in difetto e eccesso. Ora ci ritroviamo ad avere presso l’USP di Cagliari graduatorie stravolte da errori e punteggi inenarrabili che andranno a discapito di chi viene convocato e deve scegliere tra le cattedre rimaste.

Siamo ancora in attesa di convocazione.

Ci ritroveremo a lavorare chissá dove senza aver scelto in maniera meritocratica ma falsata dalla graduatoria. Infinite segnalazioni all’USP di Cagliari non hanno apportato modifiche.

Inoltre se rinunciamo al posto non abbiamo diritto di essere inseriti in graduatoria incrociata per GPS sostegno.

Una follia perché da anni questo è sempre stato fatto per dare l’opportunità a chi vuole continuare col sostegno o con materia di scegliere per lavorare al meglio. In questo modo si è aggiunto un ulteriore problema.

Questo sistema continua ad essere inevitabilmente e tristemente precario ma dall’esterno pare vada tutto bene. Noi che vorremmo già essere in classe con i nostri alunni ci ritroviamo a dover combattere con la burocrazia e le ingiustizie ancora adesso che sono iniziate le lezioni! Non mi sento tutelata come lavoratrice e mi sento tradita da un sistema al quale per assurdo non ho diritto di replica se non dando voce attraverso infiniti ricorsi.

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