Governo valuta la possibilità di estendere lo smart working per il caldo

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Il ministro del Lavoro Marina Calderone sta valutando la possibilità di estendere lo strumento di smart working per tutelare i lavoratori dal caldo. L’intervento avrebbe bisogno di uno strumento di legge, ma il ministro è disponibile a declinare il tema gestendo accordi a livello aziendale.

La proposta è stata avanzata dal ministro nel corso del tavolo in corso tra governo e parti sociali convocato ieri pomeriggio. Calderone ha spiegato che “la salute dei lavoratori sta a cuore a tutti, ai sindacati ma anche ai datori di lavoro” e che “è da valutare il ricorso allo smart working emergenziale laddove necessario per capire se è possibile estendere la normativa anche a queste particolari fattispecie”.

L’intervento però, avrebbe bisogno di uno strumento di legge. “In questo momento non c’è un veicolo normativo in cui inserirlo”, ha detto Calderone, ma ha aggiunto che “questo non vuol dire che non si possa individuare”.

Nel frattempo, il ministro è disponibile a declinare il tema gestendo accordi a livello aziendale. “Garantendo con decreto ministeriale la possibilità dell’utilizzo di una procedura semplificata di comunicazione”, hanno riferiscono le fonti al tavolo di confronto.

La proposta del ministro Calderone è stata accolta con favore dai sindacati. “Lo smart working è una misura che può aiutare a tutelare la salute dei lavoratori dal caldo”, ha detto il segretario generale della Cgil Maurizio Landini. “È importante che il governo faccia presto a prendere una decisione”.

La proposta è stata anche accolta con favore dai datori di lavoro. “Lo smart working è una misura che può aiutare a migliorare la produttività delle aziende”, ha detto il presidente di Confindustria Carlo Bonomi. “Siamo disponibili a lavorare con il governo per trovare una soluzione che sia vantaggiosa per tutti”.

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