Governo mette a soqquadro la scuola. E gli stipendi sono tra i più bassi d’Europa

WhatsApp
Telegram

Francesco Scrima, Cisl Scuola – Se le indiscrezioni che circolano troveranno conferma nelle decisioni del prossimo consiglio dei ministri, il governo si appresta non a “riformare” la scuola, ma a metterla a soqquadro.

Francesco Scrima, Cisl Scuola – Se le indiscrezioni che circolano troveranno conferma nelle decisioni del prossimo consiglio dei ministri, il governo si appresta non a “riformare” la scuola, ma a metterla a soqquadro.

Scorrendo le ipotesi che vengono formulate su organici, programmi di insegnamento, carriere del personale viene da chiedersi se gli estensori dei testi hanno consultato qualcuno, e chi, prima di scatenare la loro fantasia. Sicuramente non hanno ascoltato il mondo della scuola e chi ci lavora, messo ancora una volta di fronte a progetti fatti sulla sua testa, caricato di oneri nuovi e costretto ad autotassarsi per consentire l’avvio di una pseudo meritocrazia a costo zero.

A questo infatti conduce la tanto sbandierata previsione delle carriere “per competenza”: l’unico dato certo è che le retribuzioni del personale, già tra le più basse d’Europa, saranno ulteriormente taglieggiate.

Il decreto legge mette assieme un coacervo di misure totalmente disancorate dalla realtà che si pretenderebbe di modificare.

Ci chiediamo, ad esempio, se chi prefigura l’affidamento delle supplenze fino a 10 giorni a personale di ruolo, o il possibile utilizzo in altro grado di scuola in base al solo titolo di studio posseduto, sappia veramente come funziona una scuola e come siano organizzate le attività di insegnamento.

Di tutto aveva bisogno la nostra scuola, meno che di finire vittima ancora una volta della superficialità e della presunzione di chi dovrebbe governarla.

Incredibile che si affidi a una decretazione d’urgenza – di cui riesce peraltro difficile scorgere i requisiti previsti dalla Costituzione – un intervento che tocca ripetutamente gli ordinamenti scolastici (curricoli, modelli e quadri orario, potenziamento dell’offerta formativa, ITS, alternanza scuola lavoro, reclutamento, carriere, ecc.) e lo fa aggirando deliberatamente i passaggi procedurali di garanzia che persino il famigerato art. 64 del decreto legge 112/2008 (Tremonti – Gelmini) non aveva osato eludere.

Non è con questi modelli di “democrazia sbrigativa” che si possono percorrere le vie del cambiamento.

WhatsApp
Telegram

Concorso per dirigenti scolastici. Corso preparazione: 285 ore di lezione, simulatore Edises con 14mila quiz e modulo informatica. Nuova offerta a 299 euro