Aprea, Frassinetti e Pittoni: tre nomi per i sottosegretari all’Istruzione

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Entro il 3-4 novembre il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, vuole chiudere l’intera partita sui sottosegretari e viceministri con gli alleati.

Non c’è tempo da perdere: la Legge di Bilancio è da scrivere e bisogna chiedere al Parlamento l’autorizzazione per usare i 10 miliardi di tesoretto, lascito del governo Draghi e varare il primo decreto sul caro bollette. Il Consiglio dei Ministri sui sottosegretari dovrebbe tenersi entro la prossima settimana prima o dopo il 1° novembre. Bisogna anche stabile le deleghe e quelle speciali (come ad esempio quella sull’organizzazione dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026).

Sono quasi 40 i posti da assegnare (il limite massimo tra ministri, viceministri e sottosegretari è di 65). Le trattative sono serrate con una variabile non indifferente: difficilmente potranno essere in maggioranza dei senatori anche perché lo scarto per la maggioranza a Palazzo Madama è risicato.

Forza Italia chiede di spartire le poltrone sulla base di voti e non dei seggi (all’uninominale è stata sottodimensionata rispetto alla Lega), mentre diversi esponenti della Lega chiedono una ripartizione territoriale più equa (i 5 ministri leghisti sono tutti lombardi).

Per l’Istruzione sono tre i nomi, al momento, più accreditati, ma non si possono escludere sorprese dell’ultim’ora: per Forza Italia c’è in ballo l’ex sottosegretaria all’Istruzione, Valentina Aprea, che non è stata rieletta alla Camera. Per Fratelli d’Italia c’è Paola Frassinetti, responsabile Istruzione, per la Lega, invece, c’è Mario Pittoni, responsabile Scuola.

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