Governo Draghi al capolinea? M5S in agitazione, PD attende, Lega all’attacco: i risvolti per la scuola

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Situazione bollente per il governo Draghi. L’attuale legislatura è ormai al capolinea: manca circa 10 mesi alla conclusione naturale dei 5 anni previsti. Un’esperienza contrassegnata dal Covid-19 e dalla guerra in Ucraina con tre governi che si sono succeduti a Palazzo Chigi dal 2018 ad oggi.

Cosa accadrà da oggi fino al giorno delle elezioni? Difficile immaginare elezioni anticipate in autunno anche se il vitalizio per i parlamentari è garantito visto che saranno raggiunti i 4 anni, 6 mesi e 1 giorno necessari per accedere alla pensione. Caduto questo “alibi”, tutto può succedere, ma allo stesso tempo chi si intesterà di portare il Paese ad elezioni in autunno o in inverno?

C’è la Legge di Bilancio da varare e poi far approvare in Parlamento, c’è il PNRR da portare avanti con scadenze da rispettare entro la fine dell’anno.

Alla Camera dei Deputati, intanto, è bagarre sul decreto Aiuti anche per l’ennesimo ricorso al voto di fiducia del governo (siamo alla 54esima volta, un record o quasi).

Mario Draghi, per evitare la caduta del governo, potrebbe aprire su alcuni dossier spinosi: dal reddito di cittadinanza fino al superbonus passando per le pensioni. Dopo la scissione con la creazione del gruppo Insieme per il Futuro con a capo il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio (con lui, tra gli altri, Lucia Azzolina, Vittoria Casa e Gianluca Vacca), nel Movimento Cinque Stelle non mancano le fibrillazioni con l’ex premier Giuseppe Conte alla ricerca di un equilibro precario. Nel Partito Democratico, invece, si fronteggiano due anime: quella del segretario Enrico Letta che agita lo spettro delle urne in caso di appoggio esterno al governo dei pentastellati, mentre Dario Franceschini afferma che in caso di caduta del governo Draghi si romperebbe anche l’alleanza con i Cinquestelle. C’è poi la Lega con Matteo Salvini alle prese con la caduta del consenso e l’avanzata impetuosa di Fratelli di Italia con Giorgia Meloni pronta a passare all’incasso dopo un anno e mezzo di opposizione al governo.

In pratica per il governo Draghi è già partita la corsa per le elezioni che, se non dovesse succedere nulla prima, si dovrebbero svolgere nella primavera 2023 (ipotesi 28 maggio sul tavolo).

Cosa può accadere per la scuola

Quali possono essere i risvolti per l’attualità scolastica? I sindacati sono sul piede di guerra dopo l’approvazione della contestata legge sul reclutamento degli insegnanti (anche in quel caso non è mancato il ricorso al voto di fiducia). In ballo c’è anche il rinnovo contrattuale con 50 euro di aumento che sono considerati insufficienti da più parti.

Con un governo in crisi o indebolito dalla bagarre pre-elettorale, non si mette bene per il mondo della scuola anche alla luce della Legge di Bilancio che potrebbe prevedere dei provvedimenti economici importanti in ambito scolastico (dalle assunzioni fino al rifinanziamento delle attuali misure previste). Sullo sfondo, poi, c’è la questione del ritorno in classe con il nuovo protocollo di sicurezza da approvare e le disposizioni collaterali in vista del nuovo anno scolastico (ad esempio le mascherine da utilizzare in classe).

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