Gli studenti preferiscono i prof più empatici che di manica larga con i voti

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Oltre a far calare a picco i risultati degli studenti nei test INVALSI, la Dad ha peggiorato il loro rapporto con i docenti. Almeno così affermano i 1.500 alunni di scuole medie e superiori intervistati da Skuola.net in occasione del World’s Teacher Day, la Giornata mondiale del docente, ricorrenza istituita dall’Unesco nel 1994 proprio per fare luce sull’importanza del lavoro dei professori di tutto il mondo.

Ben 2 studenti su 5, infatti, raccontano che la pandemia e le difficoltà legate alla Dad hanno portato a un peggioramento dei rapporti con la classe docente. Nonostante ciò, però, la maggior parte reputa ancora alto il livello del legame con i prof. Così, dovendo dare un voto al rapporto tra studenti e docenti più di un terzo dei ragazzi (38%) assegna tra “ottimo” e “molto buono”. E un altro 50% lo giudica perlomeno “accettabile”.

Circa 3 studenti su 4 dicano di avere un rapporto costruttivo con la maggior parte del corpo docente con cui si confrontano ogni giorno; con quasi 1 su 4 che sostiene di andare d’accordo con tutti quanti. Tutto questo indipendentemente dall’età dell’insegnante, visto che per il 60% il fatto che il prof sia più o meno giovane non incide più di tanto: l’importante è il carattere del singolo.

Per far entrare un insegnante nel cuore dei suoi alunni, ci vuole soprattutto tanta comprensione verso le difficoltà dei ragazzi a scuola: la mette in cima a tutto quasi 1 ragazzo su 3. Segue, al secondo posto, la capacità d’ascolto verso gli studenti (28%); terza posizione per l’imparzialità (13%). Marginali la buona educazione (5%) e la bontà nel mettere i voti (4%).

Ragionando invece al contrario, le caratteristiche da evitare per non essere impopolari tra gli studenti ruotano intorno ad un approccio distaccato e cattedratico da parte del docente. Non a caso gli aspetti che più di altri i ragazzi non tollerano nei professori sono una scarsa sensibilità per le problematiche incontrate dagli alunni nella preparazione (37%), il mostrarsi superiore, come se la cattedra fosse una sorta di piedistallo (16%), fare preferenze tra studenti (15%), non essere chiari nella spiegazione degli argomenti (13%). Si confermano secondarie le caratteristiche personali, come la maleducazione (8%) e l’antipatia (6%).

Di fondo, comunque, tra gli studenti resta qualche mal di pancia, alimentato soprattutto dalla sensazione di abbandono da parte dei docenti che in molti hanno provato proprio nel periodo delle lezioni telematiche: il 30% degli intervistati, infatti, afferma che solo alcuni insegnanti si sono impegnati, mentre altri hanno semplicemente svolto le ore di lezione, senza fornire un vero e proprio supporto.

A cui va aggiunto quel 22% che dice di essere stato lasciato senza guida dalla maggior parte dei prof e un 8% che sostiene che nessuno si è curato di lui. A conti fatti, solamente 4 su 10 si sono sentiti supportati dalla maggior parte dei professori.

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