Gli studenti italiani faticano a leggere, il partito di Renzi attacca: “Servono più docenti e pagati meglio”

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Il 20% dei quindicenni italiani non sa leggere correttamente e ha difficoltà a leggere pagine di giornale o brani scolastici, commettendo errori e leggendo in modo incerto, troppo lento o troppo veloce.

Come segnala La Repubblical’Ocse ha indagato sulle competenze di lettura dei quindicenni di tutto il mondo attraverso il programma Pisa e ha pubblicato un rapporto nel 2020 sulle capacità di lettura fluenti. Secondo l’Ocse, prima che gli studenti diventino lettori esperti, devono diventare lettori fluenti, in modo da dedicare la loro attenzione e i loro sforzi a compiti di comprensione di livello superiore.

Luigi Marattin, deputato di Italia Viva, ha commentato su Twitter la situazione del sistema educativo italiano, fornendo alcune soluzioni per affrontare il problema, partendo principalmente dal corpo docente.

Marattin ha sottolineato l’importanza di affrontare questo problema, in quanto riguarda i futuri lavoratori, elettori, insegnanti e politici del Paese. Secondo Marattin, per risolvere la situazione, è necessario porre fine al predominio dei sindacati che hanno avuto un’influenza negativa sulla scuola. È indispensabile introdurre una rivoluzione meritocratica, che includa la differenziazione delle carriere e delle retribuzioni dei docenti, una maggiore selezione del personale, maggiori stipendi, l’autonomia scolastica e altre misure.

Questa proposta politica liberal-democratica si distingue sia dalle politiche di destra, che si sono concentrate sui tagli, sia da quelle di sinistra, che non hanno mai osato contraddire i sindacati.

Marattin ritiene che sia fondamentale introdurre il merito nel sistema scolastico, sia tra gli studenti che tra gli insegnanti. In passato, aveva già espresso la sua posizione sull’argomento, sostenendo che l’avversione alla parola “merito” deriva dalla percezione di cristallizzazione delle situazioni di vantaggio relativo. Tuttavia, l’attenzione al merito dovrebbe essere accompagnata da un’ossessione per l’uguaglianza delle condizioni di partenza, piuttosto che delle condizioni di arrivo. Marattin, infine, ribadisce che è importante concentrarsi sull’uguaglianza delle opportunità all’inizio del percorso, piuttosto che cercare l’uguaglianza dei risultati, che andrebbe contro il principio del merito stesso.

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