Gli stadi non si aprono, CTS boccia. Speranza: “Priorità alla scuola”

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No a ulteriori aperture al pubblico per gli eventi sportivi, a partire dagli stadi di calcio. Questo è il parere ufficiale del Comitato Tecnico Scientifico, che si è riunito oggi per vagliare il documento predisposto dalla Conferenza delle Regioni.

La partecipazione del pubblico agli eventi delle diverse discipline sportive e delle diverse serie, scrive il Cts, rappresenta “la massima espressione di criticità per la trasmissione del virus – anche in considerazione del recente avvio dell’anno scolastico, il cui impatto sulla curva epidemica dovrà essere oggetto di analisi nel breve periodo”.

Per questo il Comitato “ritiene che, sulla base degli attuali indici epidemiologici ed in coerenza con quanto più volte raccomandato, non esistano – al momento – le condizioni per consentire negli eventi all’aperto e al chiuso, la partecipazione degli spettatori nelle modalità indicate dal documento predisposto dalla Conferenza delle Regioni e Province Autonome. Resta, comunque, imprescindibile assicurare – per ogni evento autorizzato dalle norme attualmente in vigore – la prenotazione e la preassegnazione del posto a sedere con seduta fissa, il rigoroso rispetto delle misure di distanziamento fisico di almeno 1 metro, l’igienizzazione delle mani e l’uso delle mascherine”.

“Penso che dobbiamo puntare le nostre energie sulle cose essenziali, non possiamo permetterci rischi impropri, in questo momento la priorità è la scuola. La scuola ha oramai riaperto in tutta Italia, stiamo ancora monitorando per capire quali sono le conseguenze relative. Devono passare un po’ di giorni, un po’ di settimane e capire bene qual è la reazione sul piano epidemiologico dell’apertura delle scuole”. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza rispondendo a una domanda al Tg3 delle 19.

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