Gli istituti tecnici e professionali devono garantire le attività laboratoriali. Anief: la professionalità degli Itp non può essere frenata

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Comunicato Anief – L’ordinanza n. 39/PC del 23/10/2020 del Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia determinava, per le scuola secondarie di secondo grado, la riduzione delle ore in presenza in misura del 50%.

Il DPCM del 24/10/2020, che ha subito superato l’Ordinanza regionale, disponeva l’incremento della didattica digitale integrata ad almeno il 75% delle attività, modulando ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni e disponendo che l’ingresso in ogni caso non avvenga prima delle ore 9. Tuttavia, l’ultimo DPCM del 03/11/2020 ha ulteriormente definito il ricorso alla didattica digitale integrata nella misura del 100%, ma precisa che “Resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori”. Questo concetto viene ribadito nella nota numero 1990 del 5/11. Il sindacato Anief chiede con forza ai dirigenti scolastici di adoperarsi con urgenza per garantire in tale modo l’operato e la professionalità degli Insegnanti Tecnico Pratici e la qualità della formazione degli studenti che, in difetto, risulterebbe pesantemente penalizzata

L’ordinanza n. 39/PC del 23/10/2020 del Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia determinava, per le scuola secondarie di secondo grado, la riduzione delle ore in presenza in misura del 50%. Il DPCM del 24/10/2020, che ha subito superato l’Ordinanza regionale, disponeva l’incremento della didattica digitale integrata ad almeno il 75% delle attività, modulando ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni e disponendo che l’ingresso in ogni caso non avvenga prima delle ore 9.

Tuttavia, l’ultimo DPCM del 03/11/2020 ha ulteriormente definito il ricorso alla didattica digitale integrata nella misura del 100%, ma precisa che “Resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori”. Questo concetto viene ribadito nella nota numero 1990 del 5/11.

È grave che gli Istituti che hanno corsi di studi che prevedono attività laboratoriali non garantiscano, in via prioritaria, che le attività svolte in presenza siano quelle pratiche o quelle che, per complessità della disciplina, non si possono svolgere a distanza. Sono solo state ridotte le ore utilizzando il criterio della rotazione, con la conseguenza che, nella maggior parte dei casi, gli studenti sono stati penalizzati venendo a mancare una componente essenziale delle propria attività didattica, che è, per alcuni Istituti, caratterizzante dell’indirizzo di studi.

Lo stesso danno investe gli Insegnanti Tecnico Pratici che hanno visto limitare le loro capacità professionali, non potendo svolgere al meglio il lavoro per cui sono stati assunti, spesso limitati da disposizioni di Dirigenti che non consentono di fare regolarmente lezione.

Si rende, pertanto, necessario un intervento rapido da parte delle Istituzioni scolastiche di secondo grado affinché provvedano a rimodulare gli orari in modo tale che le ore dedicate a tutte le attività laboratoriali ed alle discipline non gestibili a distanza vengano garantite in presenza, anche accorpando le ore in un’unica giornata e alternando la presenza delle classi a scuola.

Il sindacato Anief chiede con forza ai dirigenti scolastici di adoperarsi con urgenza per garantire in tale modo l’operato e la professionalità degli Insegnanti Tecnico Pratici e la qualità della formazione degli studenti che, in difetto, risulterebbe pesantemente penalizzata.

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