Gli elettori si aspettano cancellazione della Buona Scuola, introduzione di pedagogisti e psicologi, alfabetizzazione degli studenti al digitale. Lettera

di redazione
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Prof. Francesco Garofalo – Tra i compiti che gli elettori hanno assegnato al nuovo governo c’è l’abolizione della legge cosiddetta buona scuola, che di buono conserva solo l’aggettivo.

La nuova maggioranza che si andrà a formare in Parlamento non potrà non tenere conto della manifestazione della volontà espressa dalla quasi totalità degli operatori scolastici, dagli studenti e dalle famiglie che continuano a percepire negativamente gli effetti di una normativa. Non si ripareranno i danni che essa ha prodotto sino ad ora, ma si eviteranno ulteriori oltraggi al sistema dell’organizzazione dei saperi pubblici, della conoscenza e della ricerca. La sfida è iniziata e le proposte avanzante si dirigono verso la controriforma per aprire una fase nuova in cui la scuola pubblica si riconsidera sul piano delle priorità degli interventi pedagogici, educativi e formativi.

Anche la rete fornisce precise indicazioni per migliorare il sistema scolastico, fornendo proposte per cambiarla in meglio, agendo sulle tasse scolastiche, sulla costruzione delle rete unica per tutte le scuole, lavorando su progetti che diano seriamente ai ragazzi la possibilità di diventare veri e propri project manager, combattendo la dispersione scolastica, creando un ponte con il mondo produttivo perché si impara anche facendo, nonché imparare ad insegnare.

Virale risulta la proposta di inserire nuove figure professionali, tra cui pedagogisti, sociologi e psicologi che assistano gli studenti e le famiglie nelle difficoltà quotidiane, ma anche i docenti per supportarli nelle problematiche complesse giornaliere. Così come sarebbe significativo potenziare le attività laboratoriali, inserendo la figura professionale di un assistente tecnico per promuovere percorsi formativi finalizzati ad incrementare le conoscenze degli strumenti tecnologici ai docenti.

La medesima esigenza riguarda l’alfabetizzazione degli studenti al digitale, in modo tale che da fruitori di video giochi, social e così via passino dalla condizione di semplici utenti a conoscitori e inventori. Uno sguardo, infine, andrebbe rivolto alla selezione delle figure dirigenziali, premiando gli aspetti manageriali e le ricadute positive sulle proposte formative.

Insomma la sfida è iniziata, gli elettori, per quanto di propria competenza, hanno assegnato alla nuova classe politica nazionale i compiti da portare in Parlamento affinché la scuola ritorni ad essere, all’interno delle politiche di sviluppo dei futuri governanti, uno dei pilastri del nostro sistema Italia.

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