Gli alunni della quarta primaria in Italia leggono meglio dei loro coetanei in Europa

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L’ultima edizione dell’indagine PIRLS ha rivelato una realtà sorprendente per l’Italia: i bambini di quarta elementare leggono meglio rispetto ai loro coetanei europei, ma meno rispetto alle generazioni precedenti.

Promossa dalla IEA e condotta dal TIMSS & PIRLS International Study Center, l’indagine mira a monitorare le abilità di lettura degli studenti primari in tutto il mondo. Questa quinta rilevazione, condotta nel 2021, mette in luce l’Italia grazie all’adesione tramite INVALSI.

Come segnala Il Sole 24 Ore, i punteggi medi degli studenti italiani superano quelli dei coetanei europei, eccellendo rispetto a nazioni come Germania, Francia e Spagna. L’Italia brilla particolarmente tra le bambine, che ottengono un punteggio medio di 7 punti superiore ai maschi, e il 46% delle quali si sente molto sicura nella lettura.

Tuttavia, non tutto è roseo. Nonostante l’ottimo rendimento rispetto all’Europa, l’Italia mostra un declino di 11 punti rispetto al 2016. Questa tendenza al ribasso è evidente in tutto il mondo, con 21 paesi su 32 che hanno avuto punteggi più bassi rispetto a cinque anni fa.

L’indagine PIRLS utilizza una scala di quattro livelli per valutare le abilità di lettura. L’Italia eccelle in questa scala, con il 97% dei bambini che raggiunge il livello base, e 4 su 10 che raggiungono il livello alto. Inoltre, l’8% degli studenti italiani mostra una comprensione avanzata, superando la mediana internazionale.

Ma cosa significa veramente per un bambino raggiungere questi livelli? Per esempio, il livello base richiede di saper individuare e interpretare informazioni esplicite, mentre il livello avanzato prevede la capacità di valutare il contenuto e il punto di vista dell’autore.

Nonostante questi risultati lusinghieri, l’indagine evidenzia anche una disparità basata sullo status socio-economico. In Italia, come altrove, gli alunni con uno status socio-economico elevato tendono a ottenere punteggi più alti rispetto ai loro coetanei meno avvantaggiati. La partecipazione dei genitori, in particolare nelle attività prescolastiche di lettura, influisce anche positivamente sui risultati.

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