“Giusto aprire le graduatorie ATA: voglio tornare in Sicilia dalla mia famiglia e molti meridionali vogliono andare al Nord”. INTERVISTA a Rosario Russo

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Il temuto posticipo dell’aggiornamento delle graduatorie Ata non ci sarà, almeno stando alle ultime novità. Tirano un sospiro i tanti lavoratori della scuola aderenti al Comitato per il No allo slittamento del bando Ata Terza fascia che attendevano con ansia gli sviluppi parlamentari legati al decreto Milleproroghe. L’emendamento che proponeva il posticipo è stato accantonato, o meglio è stato riformulato. La nuova proposta emendativa, non ancora passata definitivamente, vede l’aggiornamento delle graduatorie di terza fascia nel 2024 con la possibilità di inserimento con riserva anche a chi è sprovvisto di certificazione informatica. La soddisfazione è palpabile tra i tanti lavoratori che attendevano la riapertura del bando per potersi iscrivere per la prima volta nelle liste o per aggiornare la graduatoria. Tutti potranno inserirsi anche senza certificazione internazionale di alfabetizzazione digitale e avranno un anno di tempo per conseguirla, così come già il CCNL prevede per coloro che sono iscritti in graduatoria e hanno lavorato almeno un giorno.

Il voto definitivo è atteso a breve. La certificazione internazionale di alfabetizzazione digitale è diventata con il CCNL 2019-21 requisito di accesso insieme al titolo di studio per tutti i profili tranne per il collaboratore scolastico. La disposizione entra in vigore il 1° maggio 2024.

Ma facciamo un passo indietro. Alcuni mesi orsono s’era diffusa la notizia che alcuni sindacati ed esponenti politici avrebbero voluto uno slittamento delle graduatorie del personale scolastico ATA nel 2025.

La notizia, ricordano quelli del Comitato, era stata “avvalorata da una diretta di Orizzonte Scuola durante la quale era stato segnalato di un accordo di tutti i gruppi parlamentari ad approvare un emendamento presentato per fare slittare le graduatorie al 2025”.

Questo aveva creato sconforto tra gli interessati: “Di mezzo ci sono i progetti e la vita delle persone. Chi ad oggi si trova già in graduatoria aspetta con ansia l’aggiornamento per due motivi: innanzitutto per cambiare provincia e riavvicinarsi a famiglia e luoghi lasciati per province spesso lontane ma dove sono richiesti punteggi più bassi e quindi con più opportunità lavorative”. In secondo luogo “perché magari tre anni fa ha scelto una provincia che non ha dato molti riscontri e vorrebbe cambiare piuttosto che rimanere incastrato ancora un anno”. Chi deve ancora inserirsi “sta aspettando con ansia il bando e, a causa dello slittamento proposto dall’emendamento, dovrebbe ancora attendere un anno e rimandare sogni, speranze e progetti”.

Quelle stesse persone, inoltre, ha insistito il Comitato, “si vedrebbero di gran lunga superati da chi, con ancora un anno di servizio in caso di slittamento, accumulerebbe ulteriore punteggio. Le certificazioni informatiche da conseguire, su cui farebbe leva la proposta di slittamento, sono comunque da ottenere entro il 2025 per chi già lavora e comunque non per tutti i profili ATA, per cui ne verrebbe sfavorito chi della certificazione non ne ha bisogno. Considerando che la notizia circa la necessità di possederne una è di dominio pubblico già da mesi, gran parte degli aspiranti ATA che ancora devono inserirsi in graduatoria già ne possiede una in virtù proprio dell’imminente aggiornamento. Non vanno ignorate inoltre le rapide e consuete tempistiche di conseguimento, presso i centri di formazione, per chi deve ancora ottenerla, che non necessitano quindi di ben un anno di tempo. Infine, ci chiediamo: i vari centri di formazione sono perfettamente in grado di mettere i corsisti nelle condizioni di ottenere una certificazione entro il 2025?”

Dello slittamento, secondo il comitato, si sarebbero potuti avvantaggiare alcuni Ata appartenenti all’organico, “qualche centinaio di persone – precisa chi protesta – alle quali mancano pochi mesi non per inserirsi in terza fascia – oggetto dell’aggiornamento che si vorrebbe fare slittare – ma in prima fascia. Aspetto assolutamente controproducente poiché verrebbero comunque scavalcati da chi si troverà costretto per un ulteriore anno a lavorare distante migliaia di chilometri da casa, sostenendo spese e ulteriori sacrifici”.

Semmai, le “soluzioni potrebbero essere: permettere a tutti di iscriversi con riserva con l’obbligo di acquisire la Certificazione entro il giorno 1 maggio 2025 a prescindere dal servizio prestato o posticipare di qualche mese, entro luglio 2024, l’iscrizione in graduatoria in modo da avere una finestra temporale più ampia senza slittare di un anno e permettendo a chiunque di iniziare il nuovo anno scolastico dove meglio crede. Le alternative per non arrecare danno a nessuno ci sono”.

Alla fine una soluzione è stata trovata. Rosario Russo è uno dei promotori del Comitato contro lo slittamento.

Rosario Russo, cominciamo da principio. Come si diventa collaboratore scolastico, assistente amministrativo e assistente tecnico per la prima volta?

“Chi non ha mai lavorato e vuole iniziare deve aspettare che si apra il bando, che sottolineo è triennale. Si partecipa per titoli, all’inizio solo culturali e certo non di servizio, che invece possono produrre coloro che hanno già lavorato e che con la riapertura del bando andrebbero ad aggiornare il proprio punteggio”.

Quali sono i titoli che danno maggior punteggio?

“Sicuramente il diploma delle scuole secondarie di secondo grado”.

E l’eventuale laurea?

“Il diploma vale paradossalmente più della laurea perché per esempio, chi ha preso 100 alla maturità accumulerà dieci punti – il calcolo è decimale – e così via. Paradossalmente la laurea dà soltanto due punti mentre quella magistrale non ne dà affatto”.

Perché è importante la pubblicazione del bando, che temevate sarebbe slittata?

“Sicuramente per chi ha intenzione di iscriversi per la prima volta, considerando che bisogna spendere tempo, denaro e fatica per ottenere tutti i titoli e le certificazioni utili per poter accedere al bando: la mercificazione dei titoli è un’altra di quelle storie che andrebbero raccontate. Inoltre è importante per chi lavora: dopo anni di servizio al Nord, molti, compreso me, aspettano il bando per poter tornare a casa. Ci sarebbe da aggiungere che se si vuole cambiare provincia, bisogna ripartire necessariamente dalla terza fascia”.

Come si accede in prima fascia?

“C’è solo un modo: occorre maturare 24 mesi di servizio anche non continuativo”.

Lei ha iniziato così?

“Io ho iniziato come assistente amministrativo nel 2018 in Valtellina, dove ho maturato tre mesi. Successivamente mi sono iscritto in graduatoria a Lodi e lì ci lavoro da tre anni. Sommando i periodi, lo scorso settembre sono riuscito a maturare i 24 mesi richiesti. In quel momento non si passa automaticamente in prima fascia ma occorre aspettare l’uscita del bando 24 mesi, che esce ogni anno in primavera, si produce il servizio prestato e si passa automaticamente in prima fascia”.

Dove lavora?

“A Lodi”.

Perché lei vuole entrare in terza fascia in Sicilia e non in prima a Lodi?

“Ho accumulato un punteggio tale che mi consente di poter lavorare nella mia terra invece che restare dove sono. E’ chiaro, restare al Nord è più facile perché si accelerano i tempi per il ruolo, poiché le fasce sono meno piene. Servono più anni per prendere il ruolo in Sicilia ma ognuno ha delle motivazioni che esulano da questo. C’è da dire anche che molti interessati alla pubblicazione del bando lo fanno per una cosa inversa”.

Cioè?

“Molti meridionali che si sono iscritti al Sud vorrebbero potersi trasferire al Nord dove hanno più possibilità di lavorare e di passare di ruolo. Al Nord si lavora in fabbrica e c’è la possibilità di scelta e molti provano questa strada. Io ad esempio non ho mai fatto la domanda giù in Sicilia perché non avrei avuto alcuna chance. Poi, come ho già detto, grazie alle esperienze a Sondrio prima e a Lodi poi, sono riuscito a ottenere un ottimo punteggio. Adesso è giunto il momento di tornare a casa dai miei affetti”.

A un certo punto è nato un problema che vi ha fatti preoccupare

“In teoria si aspettava la pubblicazione del bando nella primavera 2024, perché l’ultimo aggiornamento risale al 2021. Intanto ciascuno degli interessati ha iniziato a programmare la propria vita. L’ultimo giorno di dicembre sono trapelate notizie preoccupanti, la prima a seguito di un articolo di Orizzonte Scuola. In questo articolo si ipotizzava uno slittamento dell’atteso bando perché non era stato firmato il contratto CCNL e inoltre c’era il nodo delle certificazioni digitali. Da quest’anno infatti per mettersi in linea con le norme europee c’è una condizione, che riguarda due profili, quello tecnico e quello amministrativo: è il certificato di alfabetizzazione digitale, una sorta di ex patente europea. Questo perché non era chiaro quali fossero gli attestati riconosciuti dal MIM, insomma c’era molta confusione. Fin quando è un articolo puoi pensare ai soliti rumors…”.

Non c’erano mai stati dei precedenti?

“C’è stato un precedente. Atipico per la verità: nel 2017 ci fu il passaggio dal cartaceo alla digitalizzazione. Le domande dovevano essere inviate in forma digitale e non più in via cartacea. Occorreva iscriversi sul sito e procedere in maniera digitale. Le segreterie non sono riuscite a gestire al meglio il passaggio”.

Il bando era poi slittato?

“No, era uscito puntualmente ma le segreterie dovettero attingere dalle vecchie graduatorie”.

Questo che cosa ha poi comportato?

“Chi era iscritto in una provincia non ha potuto usufruire delle nuove graduatorie e soprattutto è dovuto restare nella provincia dov’era. Ora il pericolo era che slittasse, a differenza di allora”.

Perché?

“Per diversi motivi. Non era stato ancora firmato il CCNL e restava il nodo delle certificazioni digitali. Basti pensare che durante una diretta ai primi di gennaio, la segretaria della Cisl Scuola, Ivana Barbacci, ha annunciato ufficialmente che, a causa di questo problema, il sindacato avrebbe richiesto al Ministero lo slittamento di un anno per consentire a tanti che ne erano sprovvisti di prendere le richieste certificazioni. Una cosa davvero assurda. Poi il patatrac”

Cioé?

“Durante un’altra diretta Facebook su Orizzonte Scuola, avvenuta a fine gennaio, si è parlato per la prima volta del famigerato emendamento al Milleproroghe. che oltre a proporre delle modifiche per il mondo docenti, prevedeva lo slittamento di un anno del bando”

Poi che cosa è successo?

“All’indomani della diretta si è creato un fronte compatto di precari Ata di terza fascia che è confluito nel nostro comitato. Abbiamo organizzato una protesta civile utilizzando i nostri mezzi a disposizione, ovvero le piattaforme social e gli indirizzi di posta elettronica. attraverso comunicati in cui si chiedeva in maniera netta di ritirare l’emendamento.”.

Avete minacciato la rivolta del voto?

“Più che altro abbiamo evidenziato i disagi che uno slittamento del genere avrebbe causato a milioni di lavoratori. Alla fine il mondo politico ha avuto la sensibilità di fare un passo indietro raccogliendo le nostre istanze. Questa è una grande vittoria per noi del comitato e ci teniamo a ringraziare chi ha sposato fin dall’inizio la nostra causa, ovvero Manlio Messina, Letizia Giorgianni e Mario Pittoni. Poi non posso sicuramente dimenticare l’amico Massimiliano Esposito che attraverso il sindacato che rappresenta, UIL, si è sempre opposto allo slittamento”.

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