Giuste le tracce impreviste all’esame di stato

di Lalla
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di Luigi Gaudio – E’ giusto che all’esame di stato ci siano compiti imprevisti, perché il nostro diploma dovrebbe corrispondere al livello 4 dello standard EQF, in cui (a differenza del livello 3) l’alunno deve essere in grado di affrontare situazioni non note.

di Luigi Gaudio – E’ giusto che all’esame di stato ci siano compiti imprevisti, perché il nostro diploma dovrebbe corrispondere al livello 4 dello standard EQF, in cui (a differenza del livello 3) l’alunno deve essere in grado di affrontare situazioni non note.

Accade sempre più spesso che nel corso dell’esame di stato qualche candidato esca con affermazione di questo genere: "Ma questa cosa non l’avevamo studiata in letteratura" nel corso della prima prova. Oppure: "Questo argomento non faceva parte del programma" nella materia della seconda prova. Infine, una lamentela del genere compare anche durante la terza prova, soprattutto se a elaborarla è qualche commissario esterno.
Risultato: sembra esserci il diritto che le prove di esame siano tutte in linea con le prove già effettuate durante l’anno.

Vale la pena, allora, di far presente ai ragazzi, che ciò che distingue il diploma dalla qualifica è proprio la capacità di applicare le proprie conoscenze ad una situazione non nota.

Non sono io a dirlo, ma è lo standard europeo, che classifica un livello 4 in cui si deve dimostrare di saper affrontare problemi inaspettati, mentre il livello 3 prevede ancora l’applicazione di procedure già note (la qualifica). In effetti non c’è ancora un pronunciamento ufficiale sulla corrispondenza fra titoli nazionali (e regionali) e standard europei, ma la logica vuole che sia così.

È, in altri termini, quello che si sta introducendo di questi tempi nella scuola, cioè il concetto di competenza.

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