ANP chiede ripristinare poteri del dirigente del testo originario del DDL

di Giulia Boffa
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Si è svolto oggi il previsto incontro fra il Ministro e le organizzazioni sindacali rappresentative del comparto e dell’area per il confronto sul Disegno di Legge sulla Buona Scuola, approvato dalla Camera ed ora  all’esame del Senato con il nuovo numero AS 1934.

Si è svolto oggi il previsto incontro fra il Ministro e le organizzazioni sindacali rappresentative del comparto e dell’area per il confronto sul Disegno di Legge sulla Buona Scuola, approvato dalla Camera ed ora  all’esame del Senato con il nuovo numero AS 1934.

Tutte le sigle del comparto presenti erano d'accordo: no a maggiori poteri per il dirigente, no alla valutazione, no alla premialità individuale, ampliamento del piano assunzionale e rinvio del concorso, contrattualizzazione di tutte le somme previste a vario titolo per il personale.

Per Anp è intervenuto Rembado, che si è espresso invece a favore della linea del ddl,soprattutto per quanto riguarda i  poteri del dirigente. Al riguardo, Rembado ha sottolineato che non c’è alcun bisogno di nuove definizioni del profilo, che ha trovato compiuta descrizione nel DLgs. 165/01, ma occorrono gli strumenti per assicurare il raggiungimento dei nuovi e più ambiziosi obiettivi che il DdL dichiara di voler realizzare.Importante pertanto è la questione del ruolo unico della dirigenza statale, riitenuto necessario all’efficacia della funzione.

Anp ha chiesto che al Senato vengano ripristinati tutti i passaggi più rilevanti relativi ai poteri del dirigente, che sono stati depotenziati dalla Camera, si pensi ad esempio al comitato di valutazione che è stato affiancato alla scelta dei presidi riguardo alla premialità dei docenti; in subordine, che non vengano operati ulteriori interventi peggiorativi. Chiede inoltre che venga mantenuto o recuperato l’impianto originario relativo alla chiamata degli insegnanti, alla loro valutazione, al periodo di prova, alla premialità.

Il Ministro, riguardo ai poteri del dirigente, ritiene che non si debba limitarli ulteriormente; ha  invitato poi le parti sociali a non bloccare  gli scrutini finali  per non danneggiare gli studenti durante la  funzione valutativa, cui invece occorre assicurare piena regolarità e serenità.

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