Gite troppo costose, le scuole si adeguano: si resta in Italia ed escursioni brevi. C’è anche il nodo dei docenti accompagnatori

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Troppo care le gite scolastiche. Le scuole stanno ridimensionando le proposte, lasciando per lo più, quando si riesce, la gita in Italia. E poi si pensa a escursioni giornaliere, anche alternative.

A raccontare delle difficoltà per i viaggi d’istruzione è il dirigente scolastico dell’istituto Vendramin Corner di Venezia: “Siamo un’agenzia di viaggio. Facciamo i salti mortali per abbattere i costi. La spesa media è di circa 500 euro a persona per cinque giorni rinunciando a mete previste da curriculo perché ora come ora irraggiungibili“, racconta al Corriere del Veneto.

E dire che da un lato c’era l’entusiasmo dopo la parentesi del covid, di tornare alle gite scolastiche. Ma il caro prezzi dei trasporti e i pernottamenti altissimi hanno ridimensionato le aspettative: “La burocrazia non aiuta. Dove possibile, ci autogestiamo — spiega Lamonica —. Con le offerte per gruppi e scuole su Trenitalia risparmiamo tempo e finanze senza appoggiarci ad agenzie. Abbiamo chiuso cinque giorni a Siviglia a 550 euro e Vienna a 500. Una grande soddisfazione è l’evento creato per fine marzo a Lignano Sabbiadoro. Come capofila di 40 convitti abbiamo fatto aprire una struttura che richiedeva minimo 500 ospiti. Ciascuno avrà vitto, alloggio, sport, e intrattenimento per 3 notti a 180 euro“.

Anche la dirigente de liceo Luigi Stefanini a Mestre, Mirella Topazio, interviene: “I voli impazzano in 24 ore. Sono aleatori tanto che non facciamo in tempo a chiedere le caparre alle famiglie per prenotare. Le classi dirette in Sicilia a 650 euro ciascuno hanno optato per un più economico itinerario dantesco, in Toscana. Quelle destinate alle Eolie per uno stage di scienze applicate viaggeranno in treno risparmiando 200 euro (da 360 con volo a 170, ndr). Abbiamo più di 1400 studenti, il lavoro come segreteria è enorme, ma gestiamo internamente ciò che prima della pandemia sbrigavano in toto i fornitori di servizi esterni“.

Anche in altre scuole, ovviamente, la stessa musica: “Nonostante dieci viaggi andati in porto per quest’anno, diverse famiglie hanno dimostrato sofferenza — nota la dirigente Maria Rosaria Cesari, del liceo Marco Polo di Venezia  —. Dove un paio di ragazzi rischiavano di rinunciare c’è stata solidarietà a fare colletta tra compagni mentre per una quinta che ha posto 350 euro a budget massimo per persona il balletto di date e costi va avanti da gennaio, le agenzie non rispondono e fuori tempo massimo il rischio è non partire, com’è già capitato in altri casi. Gli aumenti sono oggettivi, per giorno e una notte a Bologna, 190 euro esclusi trasporto urbano e ingressi ai musei“.

L’altro ostacolo in termini di gite è rappresentato dai docenti accompagnatori: “Trattamento pessimo a fronte di una responsabilità totale per un diritto, quello al viaggio di istruzione, che è opportunità e non dovere degli studenti“, secondo Michelangelo Filannino, preside del liceo Benedetti–Tommaseo di Venezia, dove tutte le classi riusciranno comunque a partire.

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