Gite scolastiche pericolose, parla un preside: “Non si possono chiudere gli alunni tra le quattro mura di un museo”

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Antonio Iaconianni, il dirigente del liceo classico “Telesio” di Cosenza, con sotto la sua responsabilità oltre mille studenti divisi in 52 classi, è assolutamente convinto: l’esperienza di apprendimento degli studenti non deve essere limitata alle mura di un museo o a un’aula di lezione.

“Non si possono chiudere i ragazzi tra le quattro mura di un museo”, afferma Iaconianni a Lac News 24, sottolineando che l’educazione deve andare oltre la mera didattica tradizionale e coinvolgere esperienze stimolanti che promuovano la crescita personale e l’autonomia degli studenti.

Questa filosofia è il motivo per cui ogni anno, nella coda dell’estate, il liceo organizza un viaggio di rafting sul fiume Lao. “È un’attività sportiva come un’altra”, afferma Iaconianni, chiarendo che la sicurezza è sempre una priorità nelle sue decisioni. Le recenti tragedie, per lui, dovrebbero indurci a riflettere sulla sicurezza, piuttosto che sulla convenienza di organizzare attività di questo tipo.

Nonostante alcune critiche sui social media riguardanti l’organizzazione di tali gite considerate a rischio, Iaconianni rimane risoluto. “Io sono fatalista, purtroppo le tragedie possono accadere ovunque… Non possiamo vivere con la paura addosso e tenere i ragazzi sotto una campana di vetro”.

La posizione di Iaconianni sfida la visione tradizionale di molte persone riguardo al ruolo delle scuole. C’è chi crede che le attività didattiche debbano essere strettamente legate al curriculum scolastico. Tuttavia, Iaconianni sostiene che le discipline sportive sono altrettanto importanti per lo sviluppo fisico e spirituale degli studenti.

Il dirigente è consapevole che sicurezza e prudenza devono sempre essere al centro dell’attenzione, soprattutto quando si ha la responsabilità dei figli di altre persone. Quando richiesto, ha affermato che non avrebbe mai esposto i suoi studenti a pericoli conosciuti, come un allerta gialla della Protezione civile.

Per Iaconianni, il problema principale non è se continuare o meno con queste attività, ma come garantire la massima sicurezza. In risposta, suggerisce la necessità di “protocolli rigidissimi, stilati e sottoscritti da organismi terzi rispetto agli stessi dirigenti scolastici e ai gestori di attività”.

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