Gissi (Cisl Scuola) dice stop al precariato a vita: “Affiancare ai concorsi una procedura che valorizzi l’esperienza. Vincoli di mobilità? É mancata la volontà politica di intervenire” [INTERVISTA]

Stampa

Sono giorni molto importanti per la scuola: in questi giorni prende il via l’approvazione degli emendamenti del decreto sostegni bis, che prevede novità per quanto riguarda la stabilizzazione dei precari, al centro della questione tutti in cattedra a settembre, molto cara al Ministro Bianchi. Ne parliamo con Maddalena Gissi, della Cisl Scuola.

Eppure gli interrogativi superano le certezze, al momento: se è vero che le forze politiche hanno presentato proposte per superare il modello licenziato dal Governo lo scorso mese, dall’altro le intenzioni di approvazione dei singoli partiti resta un rebus: si voterà seguendo le logiche dello schieramento oppure uniti per un obiettivo comune?

Gli insegnanti, ovviamente, sperano nella seconda opzione. Così come le organizzazioni sindacali si comparto, che avevano inserito la questione stabilizzazione dei precari e reclutamento in generale, fra i punti salienti del Patto per l’Istruzione firmato con il Governo poche settimane. Al momento, i sindacati rilevano un quasi totale allontanamento da parte dell’esecutivo, dagli accordi presi in precedenza.

A proposito di sindacati, abbiamo raccolto le impressioni di Maddalena Gissi, segretaria generale della Cisl Scuola, che ad Orizzonte Scuola evidenzia i punti fondamentali del decreto sostegni bis. E parla anche delle immissioni in ruolo che quest’anno avranno una nuova piattaforma.

Sul tema precariato si gioca una partita importante con il decreto sostegni bis. Gli emendamenti ci sono per aumentare le possibilità di stabilizzazione dei precari. Pensa che si troverà una soluzione unica per risolvere il problema oppure si voterà seguendo logiche partitiche estranee alla scuola?

Purtroppo una maggioranza così variegata come quella che sostiene l’attuale Governo comporta che le posizioni sul tema del reclutamento siano altrettanto variegate. La conseguenza è che, nel gioco dei veti incrociati, possa passare la linea di Palazzo Chigi, incline a non introdurre modifiche al testo del decreto legge. Noi speriamo che il pressing che abbiamo fatto su tutte le forze politiche produca un risultato, se non nel breve, almeno nel medio termine. Il tema sarà ancora di tutta evidenza quando, terminate le assunzioni in ruolo, sarà evidente che le misure del decreto legge, senza i correttivi indicati nelle nostre proposte di emendamenti, non bastano assolutamente a coprire i posti vacanti.

Il tema principale è quello dell’assunzione dei precari dalle Gps. Ma il concorso ordinario, così come previsto dal decreto sostegni bis, con la nuova struttura semplificata, può restare così?

Il tema non può ridursi a come fare i concorsi, inseguendo improbabili “modelli perfetti”, alla fin fine inesistenti: occorre invece, visto che il sistema scolastico produce inevitabilmente quote di lavoro precario, ragionare su come evitare che si generi una sorta di precariato a vita. Allora serve affiancare ai concorsi per esami una procedura per titoli e formazione che valorizzi l’esperienza di lavoro, consentendo di avere a disposizione una lista di aspiranti, i precari con consistente servizio, cui assegnare i posti vacanti non più con contratti a termine, ma con rapporto di lavoro stabile.

Siamo fuori tempo massimo per le assegnazioni provvisorie ai docenti vincolati, a livello di tempistica, ammesso possa cambiare qualcosa col decreto sostegni bis?

Il tempo è certamente tiranno, ma di allentare il vincolo alla mobilità ne parliamo da mesi, quando la variabile tempo non era certo un problema. Quel che in realtà è mancata è stata la volontà politica di intervenire sul blocco. Un blocco che rappresenta solo uno spot per far credere che solo in quel modo si possa favorire la continuità. Va detto con chiarezza che l’obiettivo della continuità didattica va garantito tenendo in debito conto anche le condizioni di vita dei docenti e delle loro famiglie: la questione non va affrontata per legge, ma attraverso la contrattazione, come abbiamo sempre fatto nei contratti sulla mobilità e come siamo pronti a fare anche in occasione del rinnovo del CCNL. Per favorire un confronto aperto e costruttivo andrebbe rimosso il divieto a trasferirsi imposto per legge nel recente passato.

Per le immissioni in ruolo il MI ha previsto una nuova piattaforma. Quali sono le sue impressioni?

La piattaforma sembra sostanzialmente le stessa utilizzata lo scorso anno. Ha indubbiamente dei vantaggi. ma anche dei limiti rispetto alle procedure tradizionalmente svolte in presenza prima che esplodesse l’emergenza pandemica avvenivano. Il correttivo più importante che andrebbe previsto è la possibilità di riconsiderare le proposte di assunzione su provincia diversa da quella espressa come prima preferenza in presenza di rinunce che liberino nuove opportunità. Oggi la procedura non lo consente, non è un danno di poco conto quello che ne può derivare per gli interessati.

Stampa

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur