Gissi (CISL) su dirigenti: aumento responsabilità, diminuiscono retribuzioni

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La vertenza dei dirigenti scolastici “si muove su una linea di forte coerenza con la nostra idea di scuola, in cui non prevalgono conflitti di potere e di competenze, ma principi di coesione e condivisione da cui l’autorevolezza del dirigente viene rafforzata, non diminuita”.

Lo ha affermato la segretaria generale della Cisl scuola, Maddalena Gissi, che si è soffermata su questo tema nel suo intervento al congressi regionale del sindacato in Campania, a Pozzuoli. “Le difficoltà della dirigenza non derivano certo – ha tenuto a precisare la sindacalista – da presunti ‘tradimenti’ delle promesse fatte con la legge 107: sono anzitutto quelle di un’annosa e irrisolta questione retributiva, che ha visto diminuire gli stipendi mentre aumentavano in maniera esponenziale le responsabilità e i carichi di lavoro, spesso appesantiti da vere e proprie molestie burocratiche. Sono le difficoltà di chi è chiamato a governare le scuole con uffici afflitti da scarsità di personale, con un organico di docenti inadeguato o incongruente rispetto al fabbisogno formativo, con l’esposizione a rischi per altrui insufficienze e negligenze, come nel caso della sicurezza delle strutture”. Nell’intervento di Gissi anche il richiamo ai temi del diritto allo studio e delle risorse necessarie per assicurarne concretamente l’esercizio. “La partita degli organici e delle assunzioni – ha detto – è di fondamentale importanza e queste sono ore decisive per vincerla. Non è accettabile che stime attentamente elaborate dal Miur, mettendo a fuoco correttamente il fabbisogno delle scuole e le indispensabili coperture economiche, vengano stravolte da un ministero dello stesso governo che, diversamente da quanto sempre avvenuto, mette in discussione il lavoro fatto dai tecnici di viale Trastevere. Questo incredibile duello fra Miur e Mef deve finire, il governo si assuma la responsabilità di confermare gli obiettivi e gli impegni per consolidare i posti in organico e stabilizzare il lavoro. Di questo la scuola ha bisogno per funzionare correttamente”.

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