Gissi (Cisl): attivare subito i Tavoli previsti dal protocollo sicurezza. Fuori dalla realtà attendere il 30 ottobre

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“Mentre si moltiplicano ogni giorno i problemi e le difficoltà che le scuole devono affrontare, siamo da mesi in attesa che si rendano operativi i tavoli di monitoraggio permanente previsti dal protocollo di sicurezza firmato il 6 agosto”. Così in una nota il segretario generale della Cisl scuola Maddalena Gissi.

“Tavoli da attivare a livello nazionale e locale – continua Gissi -, per un controllo costante della situazione finalizzato alla piena e scrupolosa attuazione di quanto il protocollo prevede, per dare supporto alle scuole evitando che siano lasciate da sole a gestire l’emergenza, per individuare ogni ulteriore intervento che si renda necessario in relazione all’andamento della pandemia. II 12 ottobre, anche a fronte del preoccupante andamento dei contagi, abbiamo sollecitato l’Amministrazione a riunire con la massima urgenza il Tavolo nazionale.

Oggi – aggiunge -, dopo che nel frattempo il Governo ha ritenuto di dover emanare ben due DPCM, riceviamo una convocazione per il 30 ottobre. Si rimane a dir poco sconcertati di fronte a una dimostrazione di così scarsa consapevolezza delle urgenze, che suona anche come grave mancanza di rispetto per le organizzazioni sindacali firmatarie della richiesta. Non è proprio pensabile che in questa situazione basti qualche comparsata televisiva per dire alle scuole e al Paese come far fronte efficacemente a una situazione molto più complessa e difficile di quanto appaia snocciolando alcune cifre che sono rassicuranti solo in apparenza. Dati che andrebbero invece valutati con ben più attenzione, visto che la media degli alunni contagiati (0,8 su mille) in meno di un mese di scuola coincide, se vista in proiezione, con quella registrata sull’intera popolazione nazionale nel periodo 21 febbraio – 18 ottobre (complessivamente 6,9 per mille); e questo nonostante il dato riferito agli alunni riguardi una fascia di età molto più ristretta.

Non è il momento – continua – dei protagonismi in solitaria, è il momento della coesione, della collaborazione, della condivisione. C’è quanto mai bisogno di assumere impegni e responsabilità comuni; alle scuole devono giungere indicazioni chiare e sostegni concreti. Oggi mancano le une e gli altri: procede a rilento la consegna dei banchi, perdurano le difficoltà a coprire i posti docenti e ATA, manca un efficace supporto delle autorità sanitarie, del tutto scoordinate o assenti le misure riguardanti la gestione dei trasporti. Anche l’ultimo DPCM dà indicazioni che è molto complicato tradurre in atto se le scuole sono lasciate in balia di se stesse; prendiamo solo atto, per quanto riguarda le modalità di elezione degli organi collegiali, che un nostro suggerimento sdegnosamente respinto ora viene fatto proprio dal Governo. Non lo diciamo per fare polemiche, per le quali non abbiamo il minimo interesse, ma per sottolineare come dal confronto possano scaturire buone soluzioni: da qui la necessità di aprirlo subito, non avendo alcun senso rinviarlo”.

“Il 30 ottobre, nei tempi che viviamo, o è una provocazione, o è una data fuori dalla realtà”, conclude.

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