Giovani devono agire per il bene della società, ma questa agirà per il bene dei ragazzi? Lettera

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Inviato da Matteo Bavassano, ex studente modello –  Leggo oggi che la dirigente dell’ USR di Cuneo esorta i giovani diplomati ad agire per il bene della società. Il problema è però quello della reciprocità. La Società agirà per il bene di questi ragazzi?

Personalmente, in quel caldo luglio del 2001 in cui mi sono diplomato, subivo anche io tali incoraggiamenti.

Poi ho frequentato una facoltà universitaria difficile e priva di sbocchi. Anche per accedere all’insegnamento bisognava calibrare opportunamente il piano di studi.

Poi i concorsi che non venivano banditi, la SSIS, che mi costava 240 KM in treno al giorno.

Poi le supplenze che non arrivavano, le paritarie che chiamavano gente non abilitata, ed infine il ruolo.

Adesso la graduatoria interna, la SSIS non viene valutata, rischio di perdere il posto per non poter valutare il superamento di un concorso che non mi è stato mai concesso di fare.

Ed io, 20 anni dopo quei consigli, attendo un concorso che non viene bandito, che durante l’ inverno verrà bandito in estate ed in estate verrà bandito in inverno.

Mi sento preso in giro dalla società, per non usare termini più coloriti ed esemplificativi.

Lettera del Provveditore ai diplomati: adesso agite per il bene della società

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