Giorno della Libertà, Lega e FdI: Governo censura “comunismo” e cancella storia

di redazione
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Sasso (Lega), Governo cancella la storia e dimentica anniversario del 9 novembre. Mollicone (FdI): “Inaccettabile censura della parola “comunismo” della risoluzione FDI sul 9 novembre, “democratici” non accettano propria Storia.

Sasso (Lega)

E’ vergognoso come questo governo non ammetta la parola comunismo, come se nulla fosse mai accaduto. Quanto avvenuto oggi in commissione cultura è inaccettabile. Il sottosegretario all’Istruzione Giuseppe De Cristofaro, con un recente passato da comunista, ha infatti dato parere contrario per voce del governo alla mozione di minoranza, sui trent’anni della caduta del muro di Berlino, perché nella premessa compariva la parola comunismo. Di contro il sottosegretario ha dato parere favorevole a quella alternativa della maggioranza che usa questa perifrasi: “Paesi del cosiddetto socialismo reale”. Una vergogna che sta per essere diffusa dal governo rosso-giallo nelle scuole.

A questo si aggiunga e forse ancor più grave, l’assoluta indifferenza del Ministro Fioramonti sul tema.

Eppure esiste una legge del parlamento italiano, la n. 61 del 15 aprile 2005, che ha dichiarato il 9 novembre “Giorno della libertà”, facendo ricorrenza annuale del 9 novembre 1989, giorno dell’abbattimento del muro di Berlino. In ogni scuola si dovrebbe ricordare dunque questa ricorrenza, ricordando l’orrore della dittatura comunista ed i martiri per la libertà.

Il ministro Fioramonti, tanto solerte nell’emanare una circolare in cui invitò i dirigenti scolastici a giustificare gli alunni che avrebbero scioperato per Greta, ha ignorato una legge e soprattutto il rispetto della storia. Alla mia precisa richiesta di emanare una circolare in tal senso, mi ha risposto che non era un argomento importante quanto quello ambientale. Zero rispetto della storia.

Una storia che nel muro di Berlino ha visto una delle pagine più nefaste nella storia del comunismo, termine tanto caro per la maggioranza PD-leu-Renzi e M5S, a tal punto che non può nemmeno comparire in una risoluzione della commissione cultura della camera dei deputati.

Mollicone (FdI)

“Fratelli d’Italia ha presentato una risoluzione in commissione Cultura per promuovere negli istituti scolastici il ricordo del Muro di Berlino, di cui ricorre il trentennale. Abbiamo chiesto un esplicito riferimento al comunismo, ma la maggioranza ha censurato la parola nel testo. Dopo la risoluzione del parlamento europeo, il comunismo è equiparato ad altri totalitarismi. Per questo, la censura è da ritenersi odiosa e inaccettabile.

Sotto la cortina di ferro del comunismo, sono morte milioni di persone. L’europeismo, evidentemente, viene sbandierato quando più è utile. Saremo a Roma, a Milano con Giorgia Meloni e noi, personalmente, a Berlino per depositare simbolicamente una corona di fiori alle vittime del comunismo e per onorare chi ha lottato per la libertà. I sedicenti “democratici”, a 30 anni dalla caduta del Muro, ancora non riescono a fare i conti con il proprio tragico passato. La presenza dei “rossi” di Leu si fa sentire.” E’ quanto dichiara il capogruppo FDI in commissione Cultura, deputato Federico Mollicone.

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