Giornata mondiale per la prevenzione dei suicidi, Lazzari: “La scuola italiana nel 2023 non ha programmi strutturali per fare prevenzione e ascolto”

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Il post-pandemia ha lasciato cicatrici indelebili nel tessuto sociale e la drammatica crescita dei suicidi e dei tentati suicidi tra i giovani ne è la più tangibile prova.

Il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi, David Lazzari, in occasione della Giornata mondiale per la prevenzione dei suicidi, lancia un’allerta riguardo la crescente crisi psicologica. L’aumento dei suicidi non è solo una statistica; è la tragica manifestazione di un disagio che ha trovato terreno fertile nella società italiana, particolarmente tra i più giovani.

La pandemia ha effettivamente costituito un test per le infrastrutture sanitarie e sociali di molti paesi. Tuttavia, mentre la lotta contro il virus ha avuto un’attenzione senza precedenti, la risposta alle crescenti esigenze di salute mentale è stata, secondo Lazzari, principalmente retorica. Dichiarazioni di intenti, slogan facili e iniziative a breve termine non possono risolvere una crisi di queste proporzioni.

Quello che emerge è un ritratto di una nazione impreparata, non solo nel far fronte alle immediate ripercussioni di una pandemia, ma anche nell’affrontare le sue conseguenze a lungo termine. Il sistema scolastico italiano, un pilastro della società, sembra mancare di programmi strutturali dedicati alla prevenzione e all’ascolto dei problemi psicologici degli studenti. Una situazione che mette in luce la mancanza di attenzione e risorse dedicate a garantire il benessere mentale dei giovani.

Lazzari evidenzia con forza che la salute psicologica non può e non deve essere un privilegio riservato a una minoranza fortunata. È un diritto fondamentale e un imperativo per garantire un futuro prospero e resiliente per l’Italia. Ogni tentativo di suicidio è un grido di aiuto e un segnale che qualcosa nel sistema non funziona.

La chiamata è chiara: la necessità di affrontare con urgenza questo crescente problema, garantendo supporto, risorse e attenzione. Le scuole, in particolare, dovrebbero essere in prima linea nella lotta contro questo disagio, diventando luoghi di ascolto, prevenzione e supporto per gli studenti e le loro famiglie.

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