Giornata Mondiale dell’Insegnante, Galiano: “Fare il docente non è un ripiego, ma una vocazione”

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In occasione della Giornata Mondiale dell’Insegnante, lo scrittore e docente Enrico Galiano ha condiviso una riflessione profonda sulla professione docente, esortando coloro che stanno considerando questa carriera a riflettere sulle loro motivazioni.

Galiano ha esordito con un monito contro l’attrazione verso l’insegnamento per motivi economici, sottolineando che non sarebbe una scelta sagace. Il docente ha, in senso ironico, offerto di mostrare la sua ultima busta paga come prova della limitata remunerazione economica associata alla professione.

Inoltre, ha messo in discussione l’idea di perseguire l’insegnamento come un percorso verso una posizione stabile e sicura, sostenendo che tale mentalità potrebbe portare a rammarichi rapidi. Galiano ha esemplificato con il desiderio retrospettivo di aver optato per un lavoro più esuberante come animatore in un villaggio turistico.

Galiano ha anche affrontato la tendenza comune di etichettare negativamente i giovani come “rammolliti” o non impegnati, enfatizzando che se questa è la percezione predominante, l’insegnamento non è la professione giusta.

Lo scrittore ha sottolineato l’importanza di avere empatia verso gli studenti, in particolare quelli che possono apparire timidi o impacciati. L’istinto di supportarli e incoraggiarli è essenziale per essere un buon insegnante.

Al cuore della riflessione di Galiano c’è un’appassionata dichiarazione che l’insegnamento non dovrebbe essere una scelta di ripiego, ma una vocazione che non si può immaginare di non seguire. Il desiderio di stare in mezzo a “quegli oceani di sguardi, paure, desideri” dovrebbe emergere con la forza di un “ruggito” interiore

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