Giornata mondiale dell’insegnante, Ascani: docenti cambiano vita studenti

di redazione
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Ieri, come riferito, si è celebrata la Giornata mondiale dell’insegnante.

Giornata mondiale dell’insegnante: “Insegnare in libertà, dare maggior potere agli insegnanti”

La vice Ministra Ascani, sulla propria pagina FB, sostenendo che ciascuno di noi è quello che è anche per l’incontro con un insegnante che a un certo punto ha cambiato qualcosa, ha citato alcuni degli straordinari docenti che hanno cambiato la sua vita: uno per ogni “ciclo”.

La vice Ministra ha concluso il post affermando che non basta una giornata per celebrare la grande responsabilità dei docenti, anche se serve a ricordarla “Soprattutto chi come noi ha l’onere di dimostrare, coi fatti, di averlo capito.

Ecco il post completo con gli esempi riportati:

Oggi è la giornata Mondiale degli insegnanti. La si potrebbe celebrare argomentando sulla delicatezza del compito che svolgono, sulla necessità di valorizzarli, sull’importanza di far entrare a scuola giovani docenti motivati, capaci di sostenere bambini e ragazzi in un percorso di crescita sempre più complesso, capaci di aiutarli a scovare il proprio talento e farlo crescere.

Ma siccome ciascuno di noi è quello che è anche per l’incontro con un insegnante che a un certo punto ha cambiato qualcosa, vorrei provare a celebrare questa giornata citando alcuni degli straordinari docenti che hanno cambiato la mia vita, uno per ogni “ciclo”. E invitandovi magari a fare lo stesso sforzo, a ripensare cioè a quell’insegnante che ha saputo indicarvi una strada, scovare un talento, aiutarvi a farlo crescere. Perché facendo questo esercizio si può comprendere, al di là delle frasi di circostanza, quanto importante sia il loro ruolo. E quanto dedicare risorse alla loro valorizzazione e formazione sia un investimento e non una spesa.

1) La maestra Anna. A tre anni ero una peste. E pretendevo tutto quel che aveva mio fratello. Compresa la pagella. Lei si incaricò di farmela avere e scrisse cose così belle e dolci che mi sembra assurdo fossero destinate a quella bimba imbronciata che mia nonna, per ragioni che non c’è bisogno di stare a spiegare, chiamava “scimmia”;

2) La maestra Carla. Si era inventata la scatola degli orrori nella quale depositava tutte le assurdità prodotte dalle fantasticherie grammaticali di noi bambini. Ed eravamo decisamente creativi… Ancora oggi mi capita di ripensare a quella scatolina nera. E se non scrivo “qual è” con l’apostrofo è solo merito suo!

3) Il prof. Ferri. Sapeva insegnare l’epica greca recitando, dando vita a un mix tra il teatro e una serie Netflix ante litteram. Poco più che bambini, in prima media, ci sentivamo contemporanei di Eracle, di Achille e di Odisseo. E i litigi tra Zeus e Era ci facevano ridere come neanche una puntata dei Simpson.

4) Il prof. Nestri. Mi ha fatto amare la Filosofia e conoscere De Andrè. Due delle cose che più hanno segnato la mia vita. E mi ha fatto capire quale era la mia strada. Vorrei tanto poter parlare ancora una volta con lui di Pascal, di Giordano Bruno, di Kant, dei gesuiti. Vorrei vederlo entrare in classe coi suoi scarponcini d’ordinanza sbattere il libro sulla cattedra o inveire contro la burocrazia scolastica.

La scuola non è un insieme di circolari ministeriali e decreti attuativi. È fatta di piccole grandi storie che cambiano le vite di milioni di bambini e ragazzi. Che sono i cittadini di domani. Quelli dai quali dipenderà presto il destino del Paese.
Gli insegnanti hanno una responsabilità straordinaria. Non basta una giornata a celebrarla. Ma una giornata può servire a ricordarcelo. E a spingerci ad agire perché nessuno se lo dimentichi. Soprattutto chi come noi ha l’onere di dimostrare, coi fatti, di averlo capito.

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