Giornata mondiale dell’autismo. IdO: le Linee Guida non sono prescrittive

Di Lalla
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Ufficio Stampa IdO Istituto di Ortofonologia – “Le linee guida sull’autismo non sono prescrittive”. Lo hanno detto chiaramente il ministro della Salute Renato Balduzzi, il sottosegretario alla Salute Adelfio Elio Cardinale e l’ex presidente dell’Istituto superiore di Sanità (Iss) Enrico Garaci in occasione del convegno ‘Autismo Oggi. Lo stato dell’arte’, promosso lo scorso 4 ottobre a Roma dalla deputata dell’Udc Paola Binetti.

Ufficio Stampa IdO Istituto di Ortofonologia – “Le linee guida sull’autismo non sono prescrittive”. Lo hanno detto chiaramente il ministro della Salute Renato Balduzzi, il sottosegretario alla Salute Adelfio Elio Cardinale e l’ex presidente dell’Istituto superiore di Sanità (Iss) Enrico Garaci in occasione del convegno ‘Autismo Oggi. Lo stato dell’arte’, promosso lo scorso 4 ottobre a Roma dalla deputata dell’Udc Paola Binetti.

“Una dichiarazione importante, frutto della grande partecipazione delle associazioni di famiglia, esperti ed operatori del settore, impegnati da oltre un anno in un movimento di opinione che ha consentito di dialogare con le istituzioni. Il Ministero della Salute e l’Iss hanno saputo ascoltare le loro richieste e rimandare ad ottobre 2015 le modifiche alle linee guide, che si configurano come raccomandazioni e non come obblighi”.

A spiegarlo è Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell’Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO), che per la Giornata mondiale dell’Autismo vuole ricordare coloro che con il loro impegno hanno mantenuto vivo il dibattito, aderendo alla petizione per la riapertura di un tavolo di confronto: 59 associazioni di genitori, 66 società scientifiche e scuole di specializzazione, 61 centri di riabilitazione accreditati cattolici e
laici e più di 5.000 professionisti.

Per continuare a mantenere accesa la luce su una sindrome tanto complessa, l’IdO invita esperti, famiglie ed operatori del settore ad inviare all’indirizzo email [email protected] tutti i pareri e le testimonianze di esperienze diverse da quelle proposte dal documento dell’Iss, in attesa della riapertura del tavolo nel 2015, perché a conferma della natura indicativa delle linee guida i centri continuano a lavorare con terapie diverse dalla tecnica comportamentale Aba.

Per rimarcare questa realtà il ministro Balduzzi, rispondendo ad un’interrogazione parlamentare promossa dall’onorevole Binetti il 20 settembre 2012, ha aggiunto che per il personale sanitario “non sono
previsti futuri provvedimenti circa potenziali specifici comportamenti, atteso che trattasi di raccomandazioni che diventano uno strumento per il medico che, in base alla sua competenza ed esperienza, potrà decidere in che misura i comportamenti raccomandati si applichino al caso particolare".

Una considerazione rafforzata dallo stesso documento dell’Iss, secondo Balduzzi, che “ha segnalato un trend di efficacia a favore di altri programmi di intervento strutturati a supporto della comunicazione e delle competenze sociali o riferibili ad un approccio evolutivo, effettuati nell’ambiente di vita del bambino". Inoltre, sempre nella lettera, il ministro ha concluso sulla necessità di "valorizzare l’approccio multi- professionale e interdisciplinare” per il disturbo autistico e “promuovere l’integrazione tra gli interventi sanitari e quelli scolastici, educativi e sociali, tra servizi pubblici e servizi del privato accreditato, del privato sociale, il coinvolgimento delle famiglie e le loro associazioni".

Ma le parole di apertura del ministro della Salute non sono state le sole. A queste si sono aggiunte quelle del sottosegretario alla Salute, Adelfio Elio Cardinale, che ha dichiarato al convegno della Binetti: “Le linee guida non sono una corazza! E’ un orientamento che vale per tutti i settori". L’eziologia dell’autismo “è ancora incerta – ha spiegato il sottosegretario – e non basta un unico intervento specifico, dobbiamo portare a sistema tutte le varie possibilità e i tentativi per risolvere le problematiche”. Per Cardinale “il cervello non è una spugna, non può essere curato solo con i farmaci, occorre un approccio multidisciplinare e oggi la scienza medica non può non tenerne conto. Io credo che includere – ha concluso il sottosegretario – sia sempre meglio che escludere”, perché “penso che l’ascoltare e coinvolgere altri esperti, altre associazioni, altre famiglie e stakeholders, possa portare dei valori aggiuntivi a favore del paziente”.

Chiarimenti sulla natura del documento dell’Iss sono arrivati anche dal professor Enrico Garaci, ex presidente dell’Istituto, che ha ricordato: “Le linee guida sull’autismo sono indicative e non prescrittive. Un punto di arrivo e di partenza”, essendo “utile e necessario aggiornarle periodicamente per includere le evidenze scientifiche sviluppatesi sul tema”.

Dunque la strada tracciata al convegno e proseguita dall’IdO punta all’integrazione delle terapie e al coinvolgimento di esperti di diversi settori, associazioni e famiglie, ma anche all’aggiornamento delle conoscenze evitando contrapposizioni culturali.

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