Giornata mondiale del Sonno, il 20% di bimbi e ragazzi dorme male e rischia di addormentarsi a scuola

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Il 19 marzo si celebra il World Sleep Day, indetta dalla World Association of Sleep Medicine per sensibilizzare sui benefici di un riposo notturno buono e salutare. Sono circa un miliardo le persone che nel mondo sono affette da apnee ostruttive del sonno (Osa); 44,3 milioni i pazienti in Europa e circa 6 milioni in Italia.

Di questi, circa il 2-5% sono bambini. Una patologia molto diffusa ma sotto diagnostica e sotto trattata – attualmente sono solo 250.000 i pazienti in terapia nel nostro Paese – e che ogni anno, secondo quanto reso noto dal ministero della Salute, costa al nostro Servizio sanitario nazionale 2,9 miliardi di euro.

Se consideriamo anche gli adolescenti, il problema legato al corretto dormire è molto più frequente e la percentuale sale al 20% secondo il Centro di Medicina del sonno dell’IRCCS San Raffaele Turro di Milano.

Dietro questo disagio ci sono situazioni e abitudini scorrette: la condivisione del letto o della stanza con possibili interferenze esterne dovute alla presenza di familiari e/o animali domestici, l’utilizzo del cellulare o del tablet mentre si è a letto, la luce accesa parzialmente o del tutto, il mangiare o bere (anche caffeina) prima di coricarsi, alzarsi per andare in bagno, anche più volte per notte.

Ciò può influire sullo stato di salute complessivo dei bambini che talvolta si svegliano stanchi o rischiamo di addormentarsi sui banchi a metà mattina o nel pomeriggio.

Gli esperti del settore affermano che, con programmi di educazione alimentare e motoria nelle scuole,  è possibile migliorare l’approccio dei bambini a una corretta alimentazione e insegnare loro a gestire meglio il rapporto con il cibo e l’attività fisica.

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