Giornata bandiera italiana, CNDDU: responsabilità verso se stessi e gli altri, il virus non è scomparso

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CNDDU – Oggi è la giornata dedicata alla bandiera italiana, prevista dall’art. 12 della nostra Costituzione, nata nel il 7 gennaio 1797 a Reggio Emilia, la cui configurazione attuale è stata dettata dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri nº1 del 19 giugno 1946.

Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani nel ricordare l’importanza storica e culturale del nostro simbolo, che ha accompagnato da Nord a Sud la recente stagione del Covid 19, come
un monito di speranza, senso civico, affratellamento, trova doveroso segnalare alcune criticità connesse al comportamento opinabile se non irresponsabile da parte di esponenti pubblici e cittadini comuni.

In riferimento alle raccomandazioni da parte dell’OMS e dell’IIS per contenere il contagio COVID 19, ci stiamo rendendo conto, attraverso i media e le segnalazioni pervenuteci, che ormai un’esigua minoranza si
sta attenendo a una condotta consona ai regolamenti sanitari.

La bandiera che molti issano a mo’ di elemento decorativo ha una sua funzione importantissima: indica la nostra appartenenza a una nazione precisa, caratterizzata da risorse e trascorsi culturali inestimabili.

L’orgoglio di essere cittadini italiani comporta responsabilità verso sé stessi e gli altri. Non è ancora il momento di abbandonarsi all’egoismo e alla superficialità. Il virus non è scomparso come apprendiamo dagli
esperti.

Il CNDDU ritiene problematica la sicurezza del personale scolastico, soprattutto nelle scuole / realtà più refrattarie al rispetto di regole condivise, in considerazione della promiscuità inconfutabile riscontrata in
tante altre situazioni (movida serale, eventi sportivi, spiagge libere etc.) che inducono al pessimismo.

Tenendo conto dell’età media dell’organico educativo scolastico, ci auguriamo che sia stata realizzata una stima accurata della complessità del mondo scuola in base anche alle caratteristiche di ciascun istituto. Per
esempio, sanzioni disciplinari impartite durante l’ultimo anno scolastico; aree a rischio sociale (elevato tasso di criminalità; diffusione stupefacenti etc.); numero elevato di studenti per classe e comunità educativa
costituiscono motivo di maggiore apprensione. Auspichiamo che le linee guida relative all’avvio del nuovo anno scolastico tengano conto di quanto rilevato.

«[…] Il tricolore non è abbassato, non sarà abbassato. Esso è stato ribenedetto, riconsacrato dalla insurrezione dei patrioti, dal sangue dei partigiani e dei soldati d’Italia combattenti contro il nazi-fascismo nella nuova lotta di liberazione. […]» (Luigi Salvatorelli)

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