Giorgio Rembado, Anp: Bene il concorso dopo 13 anni di assunzione dalle sole gae, ma rinunciare ai maxi concorsi. Sì alle reti di scuole.

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red – Concorsi sulla base di reti di scuole, radicati sul territorio che rispondano alle esigenze di singole scuole senza mettere in marcia concorsi così affollati e complessi che facilmente creano problemi, l’alternativa dell’ANP all’attuale sistema di reclutamento. Intervista di Daniela Sala.

red – Concorsi sulla base di reti di scuole, radicati sul territorio che rispondano alle esigenze di singole scuole senza mettere in marcia concorsi così affollati e complessi che facilmente creano problemi, l’alternativa dell’ANP all’attuale sistema di reclutamento. Intervista di Daniela Sala.

Qual è la sua posizione riguardo a questo concorso?

Dovremmo vedere il bando il 24 settembre. C’è comunque un problema generale che riguarda il reclutamento dei docenti: il tentativo di un processo selettivo che permetta di verificare e competenze e qualità professionali credo che vada visto con estremo favore, anche per archiviare e chiudere una stagione in cui si è sempre fatto il contrario, cioè sono state fatte assunzioni attraverso lo scorrimento di graduatorie in cui si è entrati attraverso l’accumulo di punti e di anni di servizio.

Chi è in graduatoria però ha superato concorsi o comunque ha acquisito abilitazioni con valore concorsuale.

Guardi questo si dice e si ripete frequentemente. Intanto non è vero per tutti ma solo per una certa quota ed è difficile stabilire quale e comunque anche chi ha alle spalle un concorso è un concorso di almeno tredici anni fa e quindi non possono essere considerato vincitore. I vincitori di concorso sono quelli che si sono ritrovati in una posizione utile per ottenere un posto di ruolo. La graduatoria vale uno, due, al massimo tre anni, non tredici.
E c’è anche un secondo elemento che in termini di principio che io trovo pertinente e corretto nelle dichiarazioni del Ministro, ed è l’idea di apertura ai giovani. Questo in linea di principio va benissimo, peccato che però ci voglia abilitazione per partecipare al concorso e ed essendo le abilitazioni remote, di giovani nel proprio senso della parola al lavoro non se ne potranno affacciare. Ci sono insomma degli elementi di positività che mi portano a dire sì al reclutamento selettivo, sì alla selezione dei migliori giovani, ma non con queste modalità di concorso che invece non garantiscono questi risultati. D’altra parte i concorsi centralizzati che sono quelli di cui si vuole seguire il modello gestiscono numeri che non si è in grado di tenere sotto controllo. Così i concorsi producono un infinito numero di contenziosi, introducendo una conflittualità esasperata tra decine di migliaia di persone e diffondendo una percezione di illegalità diffusa molto pericolosa per il sistema scolastico.

Qual è l’alternativa?

L’alternativa esiste, ma fino ad oggi non se ne è voluto assumere consapevolezza. Si tratta di concorsi sulla base di reti di scuole, radicati sul territorio che rispondano alle esigenze di singole scuole senza mettere in marcia concorsi così affollati e complessi che facilmente creano problemi.

Ha in mente una selezione basata sull’a selezione dei curricula oppure su concorsi locali?

Ovviamente bisogna studiare il problema e non voglio annunciare soluzioni superficiali. Ci dovrebbero comunque essere step successivi che partano dalla formazione universitaria e da un’idoneità statale. Bisognerebbe mettere poi in campo un nuovo regolamento sostituisca l’attuale.

Un procedimento quindi simile a quello da lei prospettato per la selezione dei dirigenti scolastici?

È tutto da studiare nella prospettiva futura. Il concorso a dirigente che sta per essere ultimato è stato fatto sulla base di una procedura tradizionale e ha creato numerosi problemi. Sui dirigenti in questo momento non le so dire e non le voglio dire: stiamo esaminando la questione e quando avremo una proposta completa la faremo. Ci potrebbero comunque essere soluzioni in parte diverse. L’elemento comune è comunque sicuramente la necessità di un profondo rinnovamento, il resto è tutto da studiare.

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