Gilda Unams. La riforma Renzi è una legge contro le donne, soprattutto meridionali

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La Federazione Gilda Unams – Insegnanti,ha pubblicato una nota  a firma di Raffaele Salomone Megna, commentando la riforma Renzi.

La Federazione Gilda Unams – Insegnanti,ha pubblicato una nota  a firma di Raffaele Salomone Megna, commentando la riforma Renzi.

 “Che la riforma della scuola del Governo “Renzi” sia vituperabile, per il tipo di società autoritaria che sottende, lo abbiamo detto in più occasioni. Che distruggerà la scuola statale e con essa le residue speranze dei nostri giovani, anche questo lo abbiamo evidenziato  più volte. Ma in questi giorni, dalle prime disposizioni per applicarla, confuse e confusionarie, sta emergendo un altro aspetto altrettanto inquietante.  E’ una legge contro le donne e soprattutto contro quelle meridionali. Da uomo del sud dico che le nostre donne non sono solamente l’altra metà del cielo, vale a dire compagne, mogli, madri,  figlie e sorelle, ma molto, molto di più.

Dalle nostre parti sostituiscono lo stato sociale che ormai, grazie alle riforme europee,  è  quasi completamente distrutto. Assistono, ad esempio, gli anziani,  i disabili, gli infermi, cosa che in uno stato civile fanno le strutture a tal uopo create, ma che nel meridione d’Italia semplicemente non esistono o se esistevano sono state vittime del patto di stabilità. Le donne sono il collante della società meridionale e sono anche le colonne portanti della scuola italiana  tutta, per numero e per professionalità.

Faccio queste affermazioni, poiché vivo lo sgomento e lo smarrimento di tante nostre colleghe. Come di Teresa, ad esempio. Tre concorsi a cattedra superati, il titolo di sostegno, tutti i master possibili conseguiti e venticinque anni di precariato alle spalle, ben posizionata in diverse discipline delle GaE di Benevento e prima in graduatoria per AD02. Orbene, a Benevento,  la fase 0 e la fase A della legge ha destinato numeri risibili alle assunzioni, per cui Teresa, e con lei tante altre docenti, dovrà partecipare alla  roulette della fase nazionale. Sicuramente  lascerà la propria famiglia con tutto quello che ne consegue  (ulteriore diminuzione del reddito e tanti risvolti organizzativi non facilmente risolvibili ) cosa che non aveva potuto fare nei venticinque anni precedenti per i motivi di cui sopra e che dovrà ora, invece,  necessariamente fare, malgrado le condizioni ostative restino ancora tutte.

E  quelle nostre colleghe che saranno costrette perfino a rinunciare “obtorto collo” al tanto agognato posto? La nostra collettività si impoverirà ulteriormente, cosi come la scuola che perderà docenti particolarmente esperti e preparati. Tutto questo a causa di una legge che, in realtà, con la buona scuola ha ben poco a che vedere, ma che è stato un ”pactum sceleris ” con i vertici della UE e della nostrana Confindustria. Una schiera di politici corrotti, ignavi, infingardi non hanno avuto il coraggio di dire no ed hanno votato questa legge infame e per di più intrisa di misoginia.

Costoro auguro di avere una lunga vita, affinché abbiamo tutto il tempo per pentirsi del male arrecato alla nostra patria, ai nostri giovani ed alle nostre donne. Li conosciamo tutti per nome e cognome ed abbiano per certo che  il giudizio della storia sarà impietoso nei loro confronti, così come il nostro da elettori”.

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