Gilda. Accelerare trattative e recuperare MOF anni passati

di redazione
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GildaIns – “L’incontro di oggi segna un passo avanti e apprezziamo che il ministero abbia inviato all’Aran l’atto di indirizzo relativo al piano triennale di assunzioni che per il prossimo anno scolastico prevede l’immissione in ruolo di 12.625 docenti, 1.604 insegnanti di sostegno e 4.317 Ata, mentre per l’anno corrente conferma 4.447 posti di sostegno”.

GildaIns – “L’incontro di oggi segna un passo avanti e apprezziamo che il ministero abbia inviato all’Aran l’atto di indirizzo relativo al piano triennale di assunzioni che per il prossimo anno scolastico prevede l’immissione in ruolo di 12.625 docenti, 1.604 insegnanti di sostegno e 4.317 Ata, mentre per l’anno corrente conferma 4.447 posti di sostegno”.

Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta la riunione avvenuta questa mattina a viale Trastevere tra i sindacati e il ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza.

“Al ministro – spiega Di Meglio – abbiamo sollecitato una generale velocizzazione dell’azione amministrativa: per quanto riguarda il contratto sulla mobilità, soltanto per citare un esempio, in attesa del visto dei ministeri dell’Economia e della Funzione Pubblica, la tabella di marcia registra già 4 mesi di ritardo che inevitabilmente si ripercuoteranno sul corretto avvio delle attività didattiche”.

Sul fronte degli scatti, la Gilda ha chiesto di spingere l’acceleratore sulla trattativa e di recuperare le risorse del Mof non spese negli anni passati, così da incidere in maniera meno pesante sul Mof corrente, scongiurando il rischio che le progressioni di carriera vengano assegnate in base a una sorta di lotteria.

"Oltre – spiega ancora Di Meglio – abbiamo richiamato l’attenzione del ministro sulle posizioni stipendiali del personale Ata, ribadendo l’ingiustizia di togliere soldi per un lavoro già svolto a una categoria professionale già economicamente debole”.

“Infine, alla proposta della Carrozza di rivedere il sistema degli scatti, – conclude il coordinatore nazionale della Gilda – abbiamo messo in chiaro che, prima di intavolare una discussione in merito, vogliamo essere certi di poter contare su maggiori risorse. Non bisogna dimenticare, infatti, che già oggi l’anzianità di servizio dei docenti italiani è tra le meno riconosciute rispetto al resto dei Paesi economicamente avanzati”.

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