Giappone, repentino rialzo dei contagi, ma nessuna chiusura delle scuole

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Nessuna chiusura simultanea delle scuole in Giappone, anche se dovesse essere introdotto lo stato di emergenza a fronte dell’incremento repentino dei casi di coronavirus registrati nelle ultime settimane.

Lo ha ribadito il ministro dell’Istruzione e della Scienza, Koichi Hagiuda, in una conferenza stampa, a chi gli chiedeva se la situazione attuale fosse simile a quella già verificatasi, quando a fine febbraio l’ex premier Shinzo Abe decise una serrata degli istituti che lasciò perplessi le autorità scolastiche e molte famiglie.

“La percentuale di studenti e bambini che possono sviluppare sintomi del Covid è molto bassa, e attualmente non rileviamo una diffusione della malattia nelle aule predisposte allo studio. Non stiamo valutando una chiusura come quella decisa in primavera”, ha spiegato Hagiuda.

Il ministro ha anche detto che alcune decisioni verranno prese in maniera indipendente dalle commissioni interne degli istituti, ma che le istanze in cui le scuole potranno essere chiuse saranno limitate, e si baseranno sulla necessità di garantire l’istruzione agli studenti, preservando al tempo stesso la salute fisica e mentale dei bambini.

Riguardo ai tradizionali test di ammissione delle università, previsti in gennaio, Hagiuda ha detto che si svolgeranno regolarmente come da programma e che agli atenei verrà chiesto di prendere misure appropriate contro il virus.

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